“Si tratta di un nuovo inizio della struttura, completamente rivisitata e resa aperta e fruibile al pubblico dal Dipartimento di Architettura dell’Università d’Annunzio che ne ha curato il design e gli allestimenti per conto della Regione e a costo zero per l’ente comunale – così il sindaco Marco Alessandrini – Facciamo un’ideale staffetta Pescara-Milano. Grazie alla Regione e all’Expo Pescara recupera uno spazio strategico e fondamentale per dialogare su tutto ciò che accade nel suo perimetro. Un avamposto vivo e dinamico dell’Expo e della presenza dell’Abruzzo
“I temi dello spazio espositivo della Regione nel padiglione Italia si trasferiscono a Pescara – così Camillo D’Alessandro – la professoressa Susanna Ferrini ha riportato presso l’Urban Box, riqualificandolo, il concept espositivo tradotto da noi in Expo, ovvero le altimetrie e la biodiversità d’Abruzzo. Uno spazio accogliente dove saranno proiettati dei video e sarà disponibile tutto il materiale per raccontare l’Abruzzo dentro e fuori dall’Expo”.
“Grazie alla Regione l’Urban Box recupera un aspetto dinamico e moderno, per assolvere alla sua originaria funzione di dialogo con la città – afferma l’assessore al Turismo Giacomo Cuzzi – Implementare la funzione turistica che deve caratterizzare sempre più il nostro compito. Da oggi concretizzeremo questo fine anche attraverso l’Urban Box che sarà operativo tutto l’anno come vetrina per le attività dell’Amministrazione. Un recupero bello e significativo, ad opera della Facoltà di Architettura dell’Università d’Annunzio che per conto della Regione ha curato la riqualificazione della struttura, senza oneri per
“Un recupero della struttura attraverso un’apertura verso la piazza dunque un rifacimento dei parapetti – illustra la professoressa Susanna Ferrini di Composizione Architettonica del Dau – l’inserimento di un bagno prima non ricompreso e importante per l’agibilità del padiglione e un intervento delle pareti vetrate su cui si ripropone il profilo altimetrico d’Abruzzo dal Gran Sasso e la Maiella fino al mare. Tornano a Pescara le “tesserine” che riproducono sia le caratterizzazioni architettoniche e culturali della nostra regione, che gli elementi della tradizione, fauna, flora e frammenti identitari del suo ecoambiente.”
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