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Plastic e sugar tax, il no secco di Confindustria L’Aquila

di Marina Denegri

Riccardo Podda presidente Confindustria L'Aquila Abruzzo Interno

Sono misure che penalizzeranno i prodotti e le aziende produttrici e a andrebbero a ricadere sui consumatori

L’AQUILA – “La plastic e la sugar tax sono tasse che non comportano benefici ambientali, penalizzano le aziende produttrici e andrebbero a ricadere sui consumatori. Una semplice leva per racimolare risorse”. Il presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Riccardo Podda, interviene a proposito dell’ulteriore rinvio, il sesto, dell’entrata in vigore di plastic e sugar free, già posticipate, nella scorsa manovra, al 2024. Fin dal 2019 Confindustria L’Aquila ha sollevato un grido di allarme richiedendo unitamente ai sindacati un incontro urgente in Prefettura che si è svolto il 10 dicembre dello stesso anno e a margine del quale è stato elaborato un documento ufficiale trasmesso poi al Ministero del Lavoro. La plastic tax è un’imposta dal valore fisso di 0,45 euro che produttori, importatori e consumatori dovrebbero pagare per ogni chilo di prodotti in plastica, venduti o acquistati.

La sugar tax è un’imposta che colpisce il consumo di bevande analcoliche edulcorate nella misura di 10 euro per ettolitro nel caso di prodotti finiti e 0,25 euro per kg nel caso di prodotti predisposti a essere utilizzati previa diluizione. Secondo Confindustria “si tratta di tasse che il Governo ancora non accantona definitivamente e che rappresentano una sorta di doppia imposizione”. “Le imprese già, oggi, pagano il contributo ambientale Conai per la raccolta e il riciclo di imballaggi in plastica. L’introduzione di un ulteriore tassa”, spiega Podda, “determinerebbe un aumento medio del 10% del prezzo di prodotti di larghissimo consumo, contribuendo a indebolire la domanda interna e con un impatto sulla spesa delle famiglie stimabile in 109 euro annui”. Valutazioni simili riguardano la sugar tax, “che potrebbe produrre una riduzione del 10-15% dei fatturati delle imprese del settore, in assenza di evidenze circa i benefici per la salute, come ampiamente dimostrato dai case studies effettuati nei Paesi ove tale misura è stata introdotta e nei quali patologie come l’obesità infantile non solo non sono state debellate ma, addirittura, hanno continuato a crescere”.

“L’eventuale introduzione di misure quali la plastic tax e la sugar tax nel nostro sistema fiscale determinerà un indebolimento della domanda interna e colpirà un settore già orientato nella direzione della sostenibilità, andando a drenare importanti risorse per investimenti in innovazione”, evidenzia il presidente di Confindustria,misure che penalizzeranno i prodotti e non i comportamenti, mettendo a repentaglio posti di lavoro in provincia dell’Aquila. In particolare, il comparto che risulterebbe più colpito è rappresentato dalle grandi imprese di imbottigliamento di acque minerali e di produzione di bibite gassate, Coca Cola HBC Italia spa stabilimento di Oricola e Spumador spa stabilimento di Sulmona, solo per citarne alcune, e da micro, piccole e medie imprese produttrici di prodotti d’eccellenza universalmente riconosciuti (ad esempio i confetti di Sulmona, il torrone aquilano, dolciumi), che genera un fatturato pari a circa l’1% del Pil regionale e crea lavoro per oltre 2.000 persone, sia dirette che indirette”.

Plastic e sugar tax, il no secco di Confindustria L’Aquila ultima modifica: 2023-11-22T20:36:29+00:00 da Marina Denegri