
L’AQUILA – Al liceo Giulio Cesare di Roma è comparsa una “lista degli stupri” con i nomi di nove studentesse: un gesto gravissimo che ha colpito ragazze attive e impegnate, trasformando un luogo di educazione in uno spazio di violenza simbolica. Stefania Pezzopane, già parlamentare e attivista per i diritti delle donne, interviene con forza per denunciare l’accaduto e per ribadire che non si tratta di una “ragazzata”, ma di un segnale da affrontare con serietà.
Secondo Pezzopane, la scuola deve essere comunità educante e spazio sicuro, dove si impara rispetto, responsabilità e consapevolezza. Per questo è urgente introdurre percorsi obbligatori e continui di educazione sessuoaffettiva, che insegnino consenso, empatia e parità. Non basta affidarsi alla buona volontà di singoli insegnanti o delegare alle famiglie: serve un impegno istituzionale forte e strutturato.
Pezzopane sottolinea come episodi di cronaca dimostrino la persistenza di una sottocultura patriarcale anche tra i giovani, e che proprio per questo non si può più rimandare. In Parlamento e nei consigli regionali esistono già proposte di legge per rendere l’educazione sessuoaffettiva parte integrante dei programmi scolastici, ma sono ferme. Tenerle bloccate è da irresponsabili.
La politica, conclude Pezzopane, deve fare uno sforzo comune per approvare norme sacrosante che proteggano le nuove generazioni e trasformino la scuola in un luogo di crescita, rispetto e libertà, non di odio e sessismo.