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Pescara,moschea in via Pisa: D’Incecco presenta una richiesta di indagini

da Redazione Abruzzonews


Il consigliere comunale intende accertare  se l’amministrazione fosse o meno a conoscenza dell’utilizzo dei locali come ‘luogo di culto

PESCARA – Il  Vicecapogruppo Vincenzo D'Inceccodi Forza Italia al Comune di Pescara Vincenzo D’Incecco rende nota la lettera indirizzata, oltre che all’assessore delegato Santavenere, anche al Dirigente del Settore Attività Edilizie e Produttive-Sportello Unico Integrato Gaetano Silverii, e al Responsabile del Servizio Sportello Unico Antiabusivismo Salvatore Giannitti. L’obiettivo della  richiesta ufficiale di indagini è di accertare se l’amministrazione fosse o meno a conoscenza dell’utilizzo dei locali di via Pisa come ‘luogo di culto’ frequentato ogni giorno da centinaia di persone, se siano state effettuate verifiche sulla destinazione d’uso di quegli spazi, sulla base della loro classificazione, e se effettivamente quella superficie, nata per ospitare un’attività commerciale, possa oggi essere usata come moschea, ovvero se esista una qualche comunicazione o istanza rivolta al Comune di Pescara.

“Da circa un anno – si legge nella nota inviata dal Vicecapogruppo D’Incecco – gli abitanti delle zone limitrofe a via Pisa convivono con una numerosa presenza di cittadini di varie nazionalità che affollano, in varie ore della giornata, i locali dell’Associazione culturale An Noor, appunto situata in via Pisa.

Da articoli recentissimi apparsi sulla stampa, risulta, per ammissione-rivelazione degli stessi frequentatori, che nei locali dell’Associazione è stata insediata una moschea, e almeno cinque volte al giorno, centinaia di islamici si riuniscono nei pressi dell’unico ingresso del locale, occupando persino i marciapiedi durante le operazioni di preparazione della preghiera, che vedono centinaia di persone togliersi le scarpe, proprio sulla strada, creando anche problemi di viabilità.

I cittadini, anche a seguito di interventi sui giornali, denunciano la mancanza di sicurezza e di igiene, anche a causa della preparazione dei pasti che, probabilmente, avviene nel locale stesso durante il periodo del Ramandan, e il probabile utilizzo dei locali, anche nelle ore notturne, per ospitare persone.

Infine gli stessi cittadini denunciano le difficoltà di convivenza, a causa delle minacce di razzismo ricevute quando gli stessi chiedono di lasciare libero il passaggio o chiedono di non legare decine di biciclette ai cancelli del cortile.

Ora, considerato che sono state effettuate molte segnalazioni alla Polizia Municipale, al Comune,alla Asl e ad altri Enti, senza che nulla sia accaduto; considerando che negli ultimi giorni una lettera-denuncia è stata inviata al Questore,al Prefetto e al sindaco di Pescara, chiedo di conoscere – ha scritto il Vicecapogruppo D’Incecco – se gli uffici comunali competenti sono a conoscenza di questa situazione; se hanno approntato verifiche sulle destinazioni d’uso dei locali dell’Associazione e se gli stessi possono essere utilizzati come luoghi di culto nel rispetto delle prescrizioni normative vigenti. Riteniamo a questo punto che un‘attività di indagine sia più che doverosa a tutela dei cittadini”.