Ha ricordato Del Trecco:
F
osso Vallelunga vive ormai una situazione emergenziale in cui occorre intervenire per ripristinare una condizione di vivibilità per le decine di famiglie che abitano nel rione. A far risuonare l’ultimo campanello d’allarme sono stati, un mese fa, i primi campionamenti sulla balneazione eseguiti dall’Arta, che avevano segnalato una forte anomalia con una presenza elevatissima di colibatteri, determinati, in quel caso, da un episodio di natura temporanea, ovvero il mancato funzionamento momentaneo di un impianto di sollevamento dell’Aca che aveva consentito uno sversamento in mare di liquami. Il danno è stato fortunatamente limitato e a oggi i nuovi campionamenti ripetuti dall’Arta hanno fatto rientrare l’allarme, con la riduzione dei livelli di inquinamento, ma questo non ci induce ad abbassare la guardia. Anzi, nel corso dei sopralluoghi effettuati con gli Uffici tecnici nei giorni scorsi, abbiamo verificato di nuovo le condizioni di Fosso Vallelunga che ha bisogno urgente di una bonifica reale, come quella programmata lo scorso anno e poi interrotta all’ultimo minuto per i timori espressi dall’Arta circa la tutela della flora e della fauna presente. Proprio per questa ragione, nei giorni scorsi ho riunito attorno a un tavolo tutti gli Enti responsabili chiamati a dare il proprio contributo per consentire l’esecuzione dell’operazione. Nel corso di quell’incontro il Wwf ci ha consegnato un proprio dossier in cui ha raccolto delle informazioni tecnico-scientifiche di enorme valore circa l’habitat di Fosso Vallelunga, un habitat che è nostra intenzione tutelare e proteggere proprio coinvolgendo il Wwf e le altre Istituzioni, ciascuno per quanto di propria competenza, nelle operazioni di bonifica per restituire veramente a Fosso Vallelunga quell’habitat idoneo per l’insediamento di specie protette. A oggi siamo in attesa della risposta dell’Arta circa l’esecuzione, in tempi rapidissimi, della caratterizzazione dei sedimenti depositati sul Fosso, sedimenti che poi si sono trasformati in fango che agevola la presenza di ratti e zanzare e che va rimosso con urgenza, prima dell’inizio dell’estate, ossia della stagione balneare, quindi entro la fine di maggio. Tuttavia siamo decisi a coinvolgere il Wwf nelle operazioni di bonifica del Fosso, proprio perché consapevoli della necessità di conciliare l’esecuzione delle opere di carattere igienico-sanitario e la tutela dell’ambiente. Nel corso del sopralluogo odierno, ad esempio, De Sanctis ci ha mostrato la presenza all’interno del Fosso Vallelunga di piante che si sono sviluppate nel corso degli ultimi due anni, ossia dall’ultimo intervento di bonifica realizzato dal Comune con un investimento di 30mila euro, e che oggi svolgono una preziosa opera di fitodepurazione, dunque non si tratta di semplici arbusti, ma di specie che contribuiscono a tenere pulita l’acqua che scorre nel fosso e a dare la sopravvivenza ad alcune specie di pesci e uccelli. Con il Wwf abbiamo allora convenuto sulla possibilità di rimuovere il fango e anche le prime alghe che già si intravedono e che a breve cominceranno il processo di putrefazione generato dal caldo, determinando cattivo odore. Per eseguire la rimozione utilizzeremo un piccolo attrezzo meccanico, ma lasciando degli isolotti di verde, dunque conservando delle piante presenti, proprio perché prosegua l’azione di fitodepurazione delle acque, ma comunque restituendo vivibilità nel quartiere per i cittadini che ancora oggi ci hanno sollecitato a intervenire con la massima rapidità.
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