PESCARA – Il ‘Ferro di Cavallo’ del rione Rancitelli a Pescara verrà demolito e al suo posto sarà realizzata una piazza aperta e un grande impianto sportivo intitolato all’ex assessore Lucio Candeloro, che vent’anni fa aveva individuato l’abbattimento di quel casermone come unica soluzione per restituire vivibilità sociale al quartiere.
Ieri è stato effettuato un sopralluogo tra i quartieri delle case popolari, Ater e comunali, di Pescara a cui hanno preso parte il Governatore Marco Marsilio, il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri ,il sindaco Carlo Masci, i consiglieri regionali Vincenzo D’Incecco e Guerino Testa, e buona parte della squadra di assessori e consiglieri comunali di Pescara, tra cui gli assessori alla Politica della Casa Isabella Del Trecco, allo sport Patrizia Martelli, alla cultura Maria Rita Paoni Saccone, al turismo Alfredo Cremonese e Adelchi Sulpizio, e poi i Presidenti delle Commissioni Sicurezza Armando Foschi, Attività Produttive Fabrizio Rapposelli e Lavori Pubblici Massimo Pastore, e i consiglieri Alessio Di Pasquale, Maria Luigia Montopolino e Andrea Salvati. Presenti anche il comandante della Polizia municipale Danilo Palestini e un imponente dispiegamento di Polizia di Stato e Carabinieri.
Prima tappa il Ferro di Cavallo, teatro, a inizio anno, di un efferato omicidio, avvenuto proprio in un condominio ‘difficile’ di via Tavo.
“L’emergenza sociale nel quartiere è palpabile, si respira negli sguardi della gente che non osa scendere nel piazzale, che ha paura, che guarda tutti con sospetto e che è esasperata dalle angherie, dal coprifuoco del pomeriggio, dai traffici illeciti, dall’assenza di tranquillità – ha commentato il Presidente Sospiri -. Oggi non c’è altra soluzione, per restituire quella doverosa tranquillità, che l’abbattimento fisico del Ferro di Cavallo, che è stata una soluzione urbanistica sbagliata, ghettizzante, e comunque oggi è superata. Domani in Regione ci sarà una riunione istituzionale per verificare gli adempimenti burocratici da compiere per arrivare velocemente al risultato e io ho già pronto il progetto di Legge per i fondi necessari: serviranno 2milioni 200mila euro per la demolizione totale del ‘Ferro di Cavallo’, 410mila euro solo per l’abbattimento della parte centrale, ma francamente oggi dobbiamo puntare a cancellare completamente quella bruttura sociale e i fondi saranno necessari non tanto per la demolizione, quanto per la riqualificazione successiva.
E il primo pensiero è di realizzare al posto di quegli edifici una bella piazza aperta, permeabile, e un grande impianto sportivo che doverosamente dovremo intitolare all’amministratore lungimirante che ben vent’anni fa aveva già avuto la brillante intuizione di abbattere il casermone per rendere vivibile il quartiere, l’ex assessore Lucio Candeloro che non è riuscito a realizzare un intervento avveniristico solo per la pregiudiziale e sterile opposizione di un centrosinistra privo di una visione. Noi restituiremo una casa in altri quartieri a tutte le famiglie perbene che ne hanno diritto, e poi saranno le ruspe a parlare. Contemporaneamente andrà avanti anche la procedura per l’abbattimento dei 3 fabbricati a rischio collasso in via Lago di Borgiano, per una spesa di 1milione di euro”.
Il sopralluogo istituzionale è poi proseguito in via Caduti per Servizio-Fontanelle, dov’è in corso l’intervento per chiudere i porticati dei fabbricati popolari che saranno trasformati in alloggi al pianterreno per diversamente abili, e quindi in via Rigopiano, altra zona ‘calda’ della città dove è in corso un altro progetto di abbattimento di tre palazzine-ghetto, tutti interventi da esaminare nella riunione odierna.
“Entro il 2020 procederemo con la demolizione progressiva del ‘Ferro di Cavallo’, informando il territorio dei successivi passi procedurali, riassegnando un alloggio a tutti coloro che ne hanno diritto, lavorando contestualmente sulla messa in agibilità di tutto il patrimonio esistente nel quartiere e pensando alla riedificazione di una quota di nuovo, senza però ricreare quell’effetto ‘cumulo’ che è stato il vero cancro di Rancitelli. La cabina di regia istituzionale è costituita e il lavoro è già entrato nella fase operativa”.
Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri al termine della lunga riunione convocata stamane dall’assessore Guido Liris sulla problematica strutturale del Ferro di Cavallo, e che ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Governatore Marco Marsilio, del sindaco di Pescara Carlo Masci, dell’assessore comunale alla Politica della Casa Isabella Del Trecco, dei consiglieri regionali Vincenzo D’Incecco, Guerino Testa e Luca De Renzis, del Presidente dell’Ater di Pescara Mario Lattanzio accompagnato dal Direttore Giuseppina Di Tella e dai tecnici, della Prefettura e della struttura amministrativa della Regione Abruzzo.
“La riunione è servita per fissare paletti e punti fermi. Il primo è che il Ferro di Cavallo verrà abbattuto, e lo faremo entro il 2020, dunque servono 2milioni 200mila euro per finanziare l’intervento – ha detto il Presidente Sospiri -. C’è una tempistica stringente che ci sta già vedendo impegnati per la verifica dei requisiti di chi oggi occupa quegli alloggi e stiamo definendo l’iter da seguire per raggiungere l’obiettivo finale, al fine di restituire spazi aperti e vivibilità al quartiere. Compito dell’amministrazione comunale e dell’Ater sarà quello di confrontarsi con i cittadini, di informarli, come del resto hanno anche chiesto i Comitati, e ricordando che, nel frattempo, è pronto anche il progetto per l’abbattimento dei tre palazzi a rischio crollo di via Lago di Borgiano, oltre che per la riqualificazione dell’esistente che significa poi restituire dignità a tutto il quartiere che deve diventare parte integrante del tessuto cittadino e non estrema periferia. I prossimi passi saranno dunque la definizione dei progetti fatti di soluzioni tecniche e coperture economiche, progetti che presenteremo ai cittadini, ai Consigli comunali per far crescere la consapevolezza che il Ferro di Cavallo andrà a terra con la sostituzione integrale dell’esistente”.
“I primi passi – ha aggiunto l’assessore Del Trecco – saranno i bandi che l’Ater dovrà pubblicare da un lato per gli abbattimenti, dunque la disponibilità immediata di progetti, e, dall’altro, per la manifestazione d’interesse tesa a trovare la disponibilità di immobili sul territorio provinciale per ricollocare gli aventi diritto. Comune e Ater insieme, intanto, dopo aver concluso il censimento di tutti i residenti del rione, avvieranno ora la verifica dei requisiti, anche alla luce della nuova legge regionale, quindi controllando anche i casellari giudiziari di tutti i titolari di contratto e dei loro conviventi, per accertare quanti effettivamente oggi non hanno diritto all’assegnazione di un alloggio popolare e quanti, invece, dovremo risistemare in altra situazione abitativa. A strettissimo giro, con l’arrivo dei fondi necessari, sapremo anche il numero esatto di case che dovremo restituire agli aventi diritto”.
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