La piccola è stata seguita dalla Terapia Intensiva Neonatale attraverso un percorso multidisciplinare che ha coinvolto Oculistica, Oftalmologia Pediatrica e Anestesia. La valutazione congiunta delle équipe ha portato alla scelta del trattamento, oggi considerato uno degli approcci più efficaci nelle forme avanzate di ROP.
La presenza della TIN ha permesso di gestire l’intero percorso clinico a Pescara, evitando il trasferimento in altre regioni e garantendo continuità assistenziale alla famiglia. Un aspetto particolarmente rilevante nei casi di prematurità estrema, in cui ogni spostamento può rappresentare un rischio aggiuntivo.
I controlli successivi hanno confermato la regressione completa della malattia. La bambina è ora a casa, in buone condizioni, e continuerà il follow‑up secondo i protocolli previsti.
Il direttore della UOC di Oculistica, Michele Marullo, ha sottolineato l’importanza dell’integrazione tra competenze e tecnologie per un intervento così delicato. La direttrice della Terapia Intensiva Neonatale, Susanna Di Valerio, ha evidenziato il lavoro di squadra necessario per assistere neonati così fragili.
Soddisfazione anche da parte del direttore generale della ASL di Pescara, Vero Michitelli, che ha rimarcato il valore degli investimenti nelle strutture e nelle professionalità, fondamentali per ridurre la mobilità sanitaria e offrire risposte adeguate sul territorio.
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