PESCARA – A un anno dalla scomparsa di William Zola, attore, regista e figura centrale della scena culturale pescarese, il Comune annuncia un gesto simbolico e profondamente sentito: il largo antistante il Teatro Cordova sarà intitolato proprio a lui. La decisione arriva nel giorno dell’anniversario, il 5 settembre, e si accompagna a due appuntamenti teatrali dedicati alla sua memoria, in programma oggi e il 19 settembre.
L’assessore alla Cultura Maria Rita Carota ha spiegato l’iter amministrativo: «Il Consiglio comunale può proporre l’intitolazione di una strada. Ho invitato la Presidenza del Consiglio a chiedere l’intitolazione del largo davanti al Teatro Cordova a Zola e così è stato. La Commissione toponomastica ha espresso parere favorevole e la delibera dell’assessore Patrizia Martelli è in via di definizione». Un passaggio che la città vive con particolare partecipazione, perché il legame con Zola – e quello di Zola con Pescara – era profondo e autentico.
Zola, direttore artistico del Teatro Cordova, aveva immaginato un polo culturale nella zona nord, valorizzato dalla presenza di due teatri. Un progetto che l’amministrazione conferma di voler portare avanti.
Il ricordo di Zola passerà anche attraverso la scena:
Margherita Cordova ha ripercorso la storia del Teatro Cordova, nato dalla collaborazione con la Lega abruzzese anti-droga (Laad) sotto la direzione artistica di Zola: «William era un organizzatore culturale coraggioso. Ha raccolto la sfida di Gianni Cordova, puntando alla creazione di attività stabili al parco Sabucchi». Da quella esperienza nacque la Compagnia Torre del Bardo, che per quindici anni portò Shakespeare in scena al Sabucchi, nei quartieri e persino in carcere, sempre con grande riscontro. «Dopo la sua scomparsa – aggiunge Cordova – è nata la Compagnia Teatrale Cordova, che ora porta in scena una mia riscrittura della Bisbetica domata, contro la violenza sulle donne».
L’intitolazione del largo e gli appuntamenti teatrali rappresentano un doppio tributo: alla carriera di William Zola e alla sua visione culturale, che ha lasciato un segno profondo nella città. Pescara sceglie di ricordarlo nel luogo che più lo rappresentava, davanti al teatro che ha contribuito a far nascere e crescere.
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