PESCARA – “Tre buone ragioni per votare No al
A dirlo a una sala gremita di oltre 500 persone, al Cinema Massimo di Pescara, è stato il professor Annibale Marini, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, ieri protagonista dell’evento organizzato dal Comitato per il No.
Ad aprire la serata è stato il Capogruppo comunale della lista civica ‘Pescara in Testa’, Guerino Testa, che ha ricordato come “la vittoria del No alla Riforma è la vittoria del No al Governo Renzi e al sindaco Alessandrini che ha devastato Pescara, che oggi si è accorto di un’emergenza sicurezza a Pescara dopo averla negata per due anni, un sindaco che ci ha trasformato nella vergogna nazionale mandandoci sulle reti nazionali con lo scandalo balneazione, un sindaco che se ne deve andare”.
Poi la parola al Capog
E dopo l’intervento del Vicepresidente della Regione Abruzzo Paolo Gatti, la parola è passata al professor Annibale Marini: “Credo poco ai sondaggi, credo molto di più alla partecipazione del popolo e alle sale piene che mi danno una speranza. Per capire perché votare No partiamo dalla considerazione che la Riforma, non una semplice revisione della nostra Costituzione, ci viene proposta da un Parlamento illegittimo, figlio di una legge elettorale illegittima secondo il pronunciamento della Corte Costituzionale.
Il Capo dello Stato avrebbe dovuto sciogliere quel Parlamento che invece ha continuato a vivere allegramente, con un Presidente del Consiglio che non è neanche un parlamentare e che si è messo a riformare la Costituzione. Un Presidente che dice di aver letto centinaia di libri di Zagrebelsky, che però Zagrebelsky non ha mai scritto.
Un Presidente del Consiglio che invece ha omesso di ricordare una persona di cui forse non ha mai sentito parlare, un certo Piero Calamandrei che è stato uno dei padri costituzionalisti, uno degli spiriti più alti che l’Italia ha avuto.
Calamandrei diceva che quando l’Assemblea Costituente parlava della Costituzione i banchi del Governo dovrebbero essere vuoti, e questo perché il Governo non deve partecipare alla discussione sulla riforma perché il Governo non c’entra nulla, i Governi sono transitori rispetto alla Costituzione che dura. La Costituzione degli Stati Uniti dura da tre secoli; un certo Presidente De Gasperi entrò in Assemblea Costituente una sola volta, quando si è discusso del rapporto tra Stato e Chiesa perché da fervente cattolico voleva dare la sua espressione.
Renzi ogni giorno va in televisione a fare la campagna referendaria e non lo può fare, il suo è un abuso. Infine – ha detto ancora il professor Marini – non è accettabile un Presidente del Consiglio che personalizza una campagna referendaria che è una campagna di popolo. Nel merito, è chiaro che i quesiti del Referendum sono sbagliati e disomogenei: è chiaro che tutti vogliono abolire il CNEL, il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro che non è mai nato, dunque andiamo ad abolire un morto, ma quel quesito si associa ad altri 4 che sono inaccettabili.
È vero che l’Europa ci chiedeva riforme, ma su giustizia, fisco e previdenza, non sulla Costituzione: con la Riforma avremo 630 deputati che sono nominati dal Presidente Renzi, poi abbiamo 100 Senatori, di cui 5 nominati dal Capo dello Stato, oltre a se stesso, che sarà senatore a vita una volta pensionato, quindi avremo 95 Senatori che non contano nulla, una Camera che farà quello che vuole e un Senato che starà a guardare.
Senza contare che di quel Senato non faranno parte i rappresentanti regionali delle 5 Regioni a Statuto speciale che, proprio per il loro Statuto, sono incompatibili nella carica, ma Renzi questo se l’è dimenticato nella sua Riforma”.
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