Dialogherà con l’autrice lo scrittore Roberto Merchiorre.
Tredici lettere di commento alla preghiera cristiana del Padre Nostro, scegliendo come interlocutore Comitò. Federica e Comitò si scrivono, ma l’inchiostro dell’interlocutore si sbianca, fino a cancellarsi, e restano solo le parole di Federica. Qui l’autrice non tergiversa attorno a un cristianesimo di comodo, anzi la sua prosa fortemente evocativa non lesina tensione tragica, dubbi e angosce, ma zampilla parole per qualcosa che vuole prendere voce: una brama d’amore decisa a trovare la lingua dell’amore.
Federica D’Amato torna con coraggio a pregare il Padre ontologico e il padre storico, perché la preghiera lacera l’uniformità e l’opacità del visibile, strappa il mondo a se stesso, lo costringe a disgiungersi, lasciando rifiorire l’essere profondo delle cose.
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