PESCARA – Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus,Italia Nostra Pescara,Le Majellane,MILA donnambiente e Pro Natura Abruzzo intervengono sulle potature effettuate dal Comune di Pescara sui lecci di Corso Vittorio Emanuele con la seguente nota:
“Solitamente le chiome degli alberi nei periodi più caldi sono molto apprezzate perché fanno ombra, ma non a Pescara dove il Comune decide, in piena estate, di deturpare piante di leccio con potature non identificabili nelle pratiche colturali, vantandosene.
E’ un albero sempreverde, ossia ha una chioma densa e folta, costituita anche da rami e foglie d’ombra che portati alla luce necrotizzano.
Numerosissime pubblicazioni scientifiche dimostrano che le potature drastiche favoriscono il seccume e la suscettibilità verso i parassiti che richiederanno nel futuro interventi di manutenzione costosi.
Tra i numerosi “servizi” che gli alberi in città svolgono ricordiamo che le piante sempreverdi sono molto efficaci nel catturare le polveri sottili e, in particolare, le foglie di leccio neutralizzano i metalli pesanti presenti in atmosfera; infine alzare le chiome con le potature rende gli alberi instabili rispetto al vento e alle intemperie.
Ricordiamo che i lecci di Pescara nel febbraio 2017 hanno subito un “lavaggio” per la modica cifra di 152.000 euro per l’invasione di cocciniglie conseguenti a potature irregolari. Lavare significa immettere sugli alberi sostanze tossiche nocive che uccidono micro e macro fauna e contribuiscono a inquinare l’ambiente urbano.
Molti cittadini di Pescara e praticamente TUTTE le associazioni ambientaliste hanno espresso in tanti modi quanto avessero a cuore la loro “città- giardino”, ma non è servito a nulla; i nostri amministratori sono sordi e ciechi, non imparano dal passato, non vedono quanto il manto arboreo si riduca di giorno in giorno e sia sempre più sofferente.
da cui una volta si diramavano bellissimi viali di pini d’Aleppo, lecci, tigli, tamerici, pini domestici e nuclei di grandi pioppi, tutte specie che vivono oltre 100 anni ma che, trattate in questo modo, sopravvivono in sofferenza, diventando pericolose e seccando ancora giovani.
Il Regolamento del Verde urbano di Pescara adottato con delibera comunale n.132/2007 nel comma 1, art. 16, dice che “un albero messo a dimora e coltivato in modo corretto… non necessita di potature”, nel comma 2 è scritto che “obiettivo delle potature è quello di mantenere le piante sane, piacevoli alla vista”.
Il Comune ha annunciato più volte la volontà di costituire un comitato tecnico per la redazione del Piano del Verde e per la revisione del Regolamento.
Ricordiamo che in questa città vivono botanici, floristi, biologi e fitopatologi, cattedratici di fama internazionale, disponibili a dare un sostanziale contributo per una corretta gestione del verde pubblico, ma non vengono mai ascoltati.
Si continua ad amministrare per l’apparenza, per la visibilità pubblica, con la conseguente superficialità e improvvisazione.
Così facendo il Comune di Pescara rischia di trovarsi nell’imbarazzante situazione di dover sanzionare se stesso poiché non rispetta il proprio Regolamento che prevede pene pecuniarie che vanno da 50 a 400 euro per ogni albero maltrattato.
L'Opinionista © since 2008 - Abruzzonews supplemento a L'Opinionista Giornale Online
reg. tribunale Pescara n.08/2008 - iscrizione al ROC n°17982 - P.iva 01873660680
Informazione Abruzzo: chi siamo, contatta la Redazione, pubblicità, archivio notizie, privacy e policy cookie
SOCIAL: Facebook - X