PESCARA – A Pescara si è aperta questa mattina la prima delle due giornate della Coppa Italia Dinghy 12’, la storica competizione nazionale dedicata alla piccola deriva di tre metri e mezzo che, da oltre un secolo, continua a esercitare un fascino unico su generazioni di velisti. Una trentina di imbarcazioni provenienti da tutta Italia sono approdate nel capoluogo adriatico per contendersi la terza tappa del circuito 2026, penultima prova prima del gran finale di settembre a Loano, dopo le tappe inaugurali di Gaeta e Santa Margherita Ligure.
Il Circolo Nautico Pescara 2018, organizzatore dell’evento per conto della Federazione Italiana Vela Abruzzo e Molise, accoglie i timonieri con il supporto del Comune di Pescara e la collaborazione del Marina. L’auspicio è che il vento, più timido nei giorni scorsi, possa rinforzare abbastanza da permettere lo svolgimento delle tre prove previste per la giornata.
Tra le flotte più rappresentate spicca quella pugliese, protagonista di una crescita costante negli ultimi anni e oggi presente con un gruppo numeroso e competitivo. In acqua ci sono il tarantino Mimmo Bottiglione, spesso ai vertici delle classifiche nazionali, e il capo flotta Stefano Antoncecchi, affiancati da una squadra che sta contribuendo a rilanciare la tradizione del Dinghy nel Sud Italia. Non manca la consueta solidità della flotta ligure, guidata da timonieri esperti come Gigio Bianchi, Ben Gazzolo e Filippo Jannello, mentre dal Veneto arrivano Massimo Schiavon e Flavio Semenzato, due nomi di peso nel panorama della classe. A completare il quadro ci sono i fratelli romagnoli Massimo e Stefano Leporati, insieme ai laziali Antonio Loretano e Yann Masserotti, tra i più temuti per costanza e aggressività tattica.
Particolarmente significativa è la presenza dei Dinghy classici, le imbarcazioni con scafo e armo interamente in legno che rappresentano l’anima più autentica della classe. Tra i protagonisti figurano i liguri Alberto Patrone e Giorgio Puccini, impegnati sia nella classifica assoluta sia nella loro categoria dedicata, a testimonianza di un movimento che continua a custodire e valorizzare la tradizione artigianale del Dinghy.
Nato nel 1913 dal progetto dell’inglese George Cockshott, il Dinghy 12’ è una deriva agile, elegante e sorprendentemente moderna nella sua essenzialità. Dopo essere stato classe olimpica negli anni Venti, è diventato un simbolo della cultura marinara e dello spirito sportivo, capace di unire tecnica, stile e semplicità. È proprio questa combinazione a renderlo ancora oggi una delle classi più amate, frequentata da timonieri di tutte le età, spesso grandi agonisti che continuano a misurarsi con passione e determinazione.
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