PESCARA – È stato presentato “Abitare Sociale”, il nuovo intervento sperimentale del Comune di Pescara pensato per contrastare l’emergenza abitativa e sostenere l’autonomia delle famiglie più fragili. Il progetto, illustrato dal sindaco Carlo Masci e dall’assessore alle Politiche sociali Adelchi Sulpizio, dispone di uno stanziamento complessivo di 120.000 euro.
Accanto ai due amministratori erano presenti la dirigente Roberta Pellegrino, la responsabile del servizio Piera Antonioli e l’assistente sociale Gianluca Pistone, che hanno evidenziato la crescente pressione sulle politiche abitative: «Le richieste sono numerose e gli alloggi disponibili sono pochi e costosi. Solo lo scorso anno il Comune ha dovuto accogliere 30 famiglie in hotel».
Il progetto si articola in tre misure operative:
Un sostegno economico per nuovi contratti di locazione fino a 800 euro mensili, con copertura decrescente:
Un contributo fino a 5.000 euro per sanare morosità in contratti privati, a condizione che il contratto prosegua fino alla scadenza naturale.
Tre appartamenti in via Sacco, via Stradonetto e via Tevere saranno destinati all’accoglienza urgente in coabitazione. Saranno disponibili da metà 2026, con un rimborso spese di 80 euro mensili a persona.
“Abitare Sociale” è rivolto a cittadini italiani o stranieri regolarmente residenti da almeno tre anni a Pescara, con ISEE fino a 10.140 euro, che si trovino in una delle seguenti condizioni:
Non si tratta di un semplice contributo economico: i beneficiari saranno seguiti dal Servizio Sociale Professionale attraverso un Progetto Personalizzato finalizzato al recupero dell’autonomia abitativa.
Il progetto è sostenuto anche dall’Unione Piccoli Proprietari Immobiliari, rappresentata dal presidente Lorenzo Cirillo, che ha definito l’iniziativa «un aiuto concreto per gli inquilini e un possibile riequilibrio del mercato locale».
«Il passaggio dalla casa alla strada può essere rapidissimo – ha dichiarato il sindaco Masci – per questo abbiamo ritenuto necessario intervenire con misure mirate». Masci ha ricordato il caso di Carlo D’Attanasio, rientrato in Italia dopo un periodo di detenzione e immediatamente supportato dal Comune.
Cirillo ha sottolineato come «gli alloggi siano difficili da trovare e i canoni elevati», mentre per i proprietari «la criticità spesso riguarda il recupero dell’immobile in caso di sfratto».
“Abitare Sociale” punta a prevenire situazioni di marginalità, sostenendo le famiglie nel momento più critico e accompagnandole verso una soluzione stabile. Un intervento che unisce sostegno economico, inclusione sociale e valorizzazione del patrimonio immobiliare confiscato.
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