L’AQUILA – In un contesto internazionale segnato da instabilità, guerre convenzionali e nuove forme di “guerre ibride”, il messaggio della Perdonanza Celestiniana torna a parlare al mondo con una forza straordinaria. Lo ha sottolineato ieri il Sottosegretario alla Difesa, Senatrice Isabella Rauti, presente a L’Aquila in rappresentanza del Governo per la 732ª edizione della ricorrenza riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità. Un evento che è insieme rito spirituale, tradizione religiosa, memoria storica e festa popolare, celebrata con passione dalla città sin dal 1294.
Rauti ha richiamato l’attualità del gesto compiuto da Celestino V, l’eremita Pietro da Morrone chiamato inaspettatamente a guidare la Chiesa. Nel suo brevissimo pontificato, con la storica Bolla del Perdono, aprì l’indulgenza plenaria a tutti, senza distinzione di ceto sociale: un atto rivoluzionario che ancora oggi ispira la comunità aquilana e migliaia di pellegrini. Ogni 28 e 29 agosto, la città rinnova quel messaggio con il corteo storico e la riapertura della Porta Santa della Basilica di Collemaggio, simbolo di solidarietà e fratellanza.
Quest’anno, la Perdonanza assume un valore ulteriore: L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026, e la cerimonia diventa anche celebrazione di un modello di rinascita che la città ha saputo costruire dopo il sisma. “Il terremoto ha colpito il territorio ma non ha fiaccato lo spirito delle persone – ha ricordato Rauti – La ricostruzione non è stata solo materiale, ma anche sociale e morale”.
Il Sottosegretario ha ricordato il contributo della Difesa, intervenuta nell’immediato con l’operazione Gran Sasso e successivamente con l’operazione Aquila, a sostegno della popolazione colpita. Un impegno che si inserisce nella più ampia riflessione sul valore del perdono come scelta etica e come strumento di riconciliazione, capace di trasformare il conflitto in dialogo e di costruire ponti in un mondo attraversato da tensioni e divisioni.
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