PESCARA – Il Consiglio di Stato mette la parola fine sulla vicenda dei Palazzi Clerico di via Tavo. Con l’ordinanza n. 872 del 10 marzo, i giudici di Palazzo Spada hanno confermato la legittimità dei provvedimenti adottati dal Comune di Pescara, che a settembre 2025 avevano portato alla demolizione dei cinque scheletri in cemento mai ultimati dai proprietari e alla revoca delle licenze edilizie.
La decisione respinge la richiesta dei privati, che puntavano a sospendere gli effetti della precedente sentenza del TAR Abruzzo, già favorevole al Comune. I giudici romani hanno ribadito il principio del “non finito architettonico”: un manufatto ridotto al solo scheletro strutturale, privo di tamponature almeno al piano terra e mai completato, non può essere considerato edificio compiuto. In assenza di titoli per il completamento, la licenza edilizia decade e l’opera diventa abusiva.
Il Consiglio di Stato ha inoltre evidenziato che la demolizione è già avvenuta e l’area è stata acquisita di diritto al patrimonio comunale, escludendo quindi qualsiasi danno irreparabile per i ricorrenti, condannati anche al pagamento delle spese legali.
«Arriva un’ulteriore conferma della correttezza del lavoro svolto dal settore Edilizia e Sviluppo Economico», commenta il sindaco Carlo Masci, ricordando come i Palazzi Clerico fossero diventati «una calamita per disperati e tossicodipendenti, un simbolo di degrado e un pericolo per chiunque vi si avventurasse».
Il primo cittadino sottolinea che l’intervento si inserisce in un progetto più ampio di riqualificazione urbana nella zona: «Abbiamo eliminato cinque scheletri in cemento – tre demoliti dai proprietari e due dal Comune – restituendo dignità al quartiere. È lo stesso percorso che ci ha portato all’abbattimento del Ferro di Cavallo, storico fortino della criminalità, e dei palazzi pericolanti di via Lago di Borgiano. In totale, oltre 150mila metri cubi di cemento rimossi per lasciare spazio a una nuova porzione di città».
La conferma del Consiglio di Stato chiude così una vicenda ultradecennale e rafforza la strategia dell’amministrazione, che punta a trasformare un’area segnata dal degrado in un nuovo tassello della rigenerazione urbana di Pescara.
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