LANCIANO – A seguito dell’operazione “Mattatoio”, la Guardia di Finanza di Lanciano ha condotto una nuova indagine nel settore agroalimentare, scoprendo un sistema illecito di somministrazione di manodopera e sfruttamento lavorativo.
Un’azienda produttrice di olio d’oliva ha esternalizzato la manodopera a una società interinale, controllata dallo stesso gruppo imprenditoriale. Questa società, priva di beni patrimoniali, fungeva da “bad company”, accumulando debiti fiscali e previdenziali per oltre 800.000 euro, mentre l’azienda committente beneficiava di manodopera a basso costo, eludendo gli obblighi di legge.
Il personale, formalmente assunto dalla società interinale, era in realtà diretto e organizzato dalla committente, in un fenomeno noto come “transumanza” dei lavoratori.
Due persone sono state indagate per emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Il GIP del Tribunale di Lanciano ha disposto il sequestro preventivo di beni, quote societarie e disponibilità finanziarie per un valore di oltre 1,4 milioni di euro.
Il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza ha sottolineato come, in un solo mese, due indagini abbiano evidenziato un rischio sistemico legato allo sfruttamento della manodopera e al moderno caporalato. Le frodi si fanno sempre più sofisticate, richiedendo un adattamento continuo delle forze investigative a scenari economici in rapida evoluzione.
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