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Ombrina Mare, il Ministero dà il via libera al progetto: gli Ufo stanno arrivando

da Donatella Di Biase

La deriva petrolifera in Abruzzo non si ferma; respinta la richiesta di sospensione delle trivellazioni

PESCARA – Presso il Ministero dello Sviluppo Economico oggi la Conferenza dei Servizi ha dato il via lNo Trivelle manifestazione a Romaibera ad Ombrina Mare 2 respingendo  la richiesta di sospensione di tale progetto e non tenendo conto delle due leggi votate e approvate dal Consiglio regionale abruzzese : quella sul  divieto per le attività petrolifere entro le 12 miglia e sul parco marino dei trabocchi. Soprattutto le istanze provenienti dal territorio, le proteste di cittadini, Istituzioni, Associazioni sono state ignorate .Si va  avanti con la  deriva petrolifera ,si abbraccia ancora un modello di sviluppo anacronistico e non sostenibile,si calpesta  il rispetto per l’ambiente , si aggredisce la ricchezza della biodiversità patrimonio straordinario di cui può andare fiero l’Abruzzo.Ci avevano assicurato : “Il mare Adriatico sarà il parco più grande dell’Abruzzo e lo rispetteremo dalle invasioni degli Ufo, perché si sono già messi in cammino“.In realtà gli Ufo  sono già in arrivo per piazzare trivelle nel nostro mare e per  sferrare  un ennesimo colpo all’ambiente che ci circonda.

Di seguito i commenti all’esito della Conferenza dei Servizi svoltasi  a Roma

Legambiente: “L’ostinazione del ministero dello sviluppo economico nel voler a tuti i costi perseguire nell’iter autorizzativo di Ombrina è assolutamente inconcepibile e irresponsabile e conferma la deriva petrolifera del Governo Renzi”

“Il comportamento del Ministero dello sviluppo economico è inconcepibile e irresponsabile. Oggi ci saremmo aspettati quantomeno una sospensione dell’iter autorizzativo, se non la revoca, viste le due leggi regionali vigenti che di fatto vietano la costruzione della piattaforma a largo della costa teatina. Ci sembra assurdo che non sia stato minimamente tenuto conto del contenuto di due norme che sono state regolarmente votate e approvate dal consiglio regionale abruzzese, sulla cui illegittimità dovrà esprimersi nel caso la corte costituzionale e non di certo i funzionari del ministero stesso. Nonostante inoltre il parere contrario delle regioni, dei comuni, dei cittadini e delle tante associazioni ambientaliste scese oggi in piazza a Roma contro Ombrina Mare, la piattaforma petrolifera che dovrebbe sorgere a largo della costa abruzzese, il Mise pur non avendo oggi rilasciato il nulla osta definitivo al progetto, di certo, non ha dimostrato nessun interesse nel voler fermare questo progetto.” Così commenta Giuseppe Di Marco, presidente di Legambiente Abruzzo presente alla manifestazione organizzata sotto al ministero dello Sviluppo Economico a Roma, dove si è tenuta la Conferenza dei Servizi sul progetto “Ombrina Mare”.

La piattaforma farà male all’ambiente, al territorio, alla salute dei cittadini e alle attività come il turismo e la pesca. Legambiente continuerà a battersi con tutti i mezzi che ha a disposizione, e nel caso del rilascio dell’autorizzazione, anche facendo ricorso alla giustizia amministrativa, viste le numerose lacune sia nel progetto che nell’iter procedurale.

“L’ostinazione che sta dimostrando il Ministero dello sviluppo economico – aggiunge Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – è la stessa che sta avendo il Governo Renzi in materia di trivellazioni petrolifere, decidendo di non ascoltare la voce dei tanti cittadini e delle associazioni che si dicono contrarie a questa assurda scelta. Pensare che il futuro energetico del Paese possa essere legato al petrolio e alle trivelle vuol dire riproporre un modello vecchio, insensato e inefficace. Oggi è evidente l’urgenza di abbandonare la deriva petrolifera e investire finalmente in energie rinnovabili, risparmio ed efficienza energetica. Non sono solo le associazioni a chiederlo ma anche le stesse Regioni, visto che nei mesi scorsi da ben 10 amministrazioni hanno richiesto un referendum per l’abrogazione delle norme pro trivelle, che, a questo punto, rappresenterà ancora di più un importante strumento per un futuro energetico diverso.”

M5S: FINE DELLA FARSA Ombrina si farà, dopo il lavaggio delle coscienze PD e SEL.

“L’unica legge che avrebbe fermato questo scempio giace in qualche cassetto. Si tratta della legge di iniziativa alle Camere per modificare e in parte abrogare l’articolo 35 del decreto sviluppo, il documento con cui di fatto si autorizzano le trivellazioni nel mare adriatico. Questo lo sappiamo noi, lo sa il PD e lo sa benissimo anche SEL, ai quali continuiamo a chiedere di fare pressioni ai relativi parlamentari per calendarizzare e votare la legge di iniziativa regionale del M5S”.

Con queste parole Sara Marcozzi commenta la notizia dell’autorizzazione a procedere arrivata oggi dalla conferenza dei servizi tenutasi a Roma.
L’orientamento del Governo Nazionale è stato quello di non tenere conto nella procedura delle novità legislative intervenute (Legge Regionale sul Parco di Trabocchi Pd-Sel), come già accaduto per la Legge Regionale sulle 12 miglia (Pd-Sel).

“Sapevamo bene che la Regione avrebbe combattuto con armi spuntate e leggi dall’odore di incostituzionalità” ribadisce la Marcozzi “Lo abbiamo più volte ripetuto davanti ad una maggioranza che ha tenuto più conto della facciata che della efficacia dei mezzi. Una serie di azioni nate già fallimentari” incalza la Marcozzi “ dalle leggi incostituzionali ad un referendum che stenterà, ahi noi, a raggiungere il quorum. Azioni deboli portate avanti – ci viene il dubbio – con l’unico scopo di tenersi buoni i comitati di cittadini che più volte sono intervenuti in consiglio regionale. Noi lo sapevamo, lo abbiamo detto e abbiamo avvisato più volte i cittadini di non cadere nelle dinamiche propagandistiche di un governo regionale che non è stato capace di difenderci “dagli ufo” e che con Ombrina segna l’ennesima tacca al negativo”.

Anche il deputato Gianluca Vacca commenta la notizia dell’ok ad Ombrina. “Il governo vuole Ombrina, il PD vuole Ombrina, Non esiste nessun PD buono: il PD è uno solo, ed è favorevolissimo alla petrolizzazione della nostra Regione. Noi sapevamo che il Ministero non si sarebbe fermato davanti alla costituzione del Parco, ma lo sapevano sicuramente anche D’Alfonso e Mazzocca”.

In attesa che i ricorsi facciano la loro strada, i rappresentati locali e i parlamentari abruzzesi devono chiedere contestualmente alla maggioranza in parlamento di votare un emendamento alla legge di stabilità (noi l’abbiamo presentato per l’ennesima volta) per bloccare definitivamente Ombrina: la modifica della legge infatti è l’unica strada possibile, come noi sosteniamo da 3 anni. Lo stop ad Ombrina deve arrivare da Roma ed il Governo Regionale, dello stesso partito del Governo centrale, deve lavorare in questo senso”.

Il PD resterà alla storia come il partito che più di tutti gli altri ha svenduto la nostra regione ai petrolieri.
La loro coscienza sarà per sempre sporca, nera come il petrolio.

L’assessore Sulpizio: “La mobilitazione resta, venerdì incontro in Regione per stabilire il da farsi”

Si è conclusa al Ministero dello Sviluppo Economico con il via libera ad Ombrina Mare 2 la conferenza di servizi a cui i rappresentanti degli enti locali abruzzesi e del territorio avevano chiesto una proroga durante una delle ultime proteste condotte insieme ai comitati e alle associazioni abruzzesi del fronte del no. Una mobilitazione che a Roma ha fatto sentire non solo la voce dei sindaci, ma anche quella dei parlamentari e i consiglieri regionali, nonché le ragioni dell’istituito Parco della Costa Teatina, ora legge regionale.

“Il Ministero è andato dritto per la sua strada, senza tenere conto delle proteste, delle richieste e dell’istituzione del Parco Marino che è a tutti gli effetti ormai legge regionale – spiega l’assessore Adelchi Sulpizio, delegato dal sindaco a seguire la conferenza per l’Amministrazione comunale – Abbiamo cercato di far passare il fatto che questo elemento ha modificato lo stato di diritto della costa in cui la piattaforma dovrebbe operare, diventando un legittimo ostacolo al progetto, ma l’orientamento ministeriale è stato quello di non tenere conto nella procedura di tali novità legislative intervenute.

Per i Comuni non è una sconfitta, venerdì sindaci e rappresentanti del fronte contrario a Ombrina si rivedranno in Regione per affinare una linea di azione che sia di tutela ambientale contro il progetto e anche amministrativa, perché si tenga conto della situazione nei fatti mutata con l’istituzione del Parco: due presenze antitetiche per quella fascia di mare e una procedura che potrebbe confermarsi quale pericoloso precedente per lo sfruttamento del nostro patrimonio costiero e di tutto ciò di cui è ricco. In tali riunione si valuteranno tutte le eventuali azioni legali, anche contro i lavori dell’odierna conferenza di servizi e il Comune di Pescara in tal senso farà la sua parte”.

OMBRINA, FEBBO E SOSPIRI: NIENTE AUTOREVOLEZZA E NESSUNA VOLONTA’ POLITICA DI FERMARE IL PROGETTO

Sono pesanti responsabilità di questo governo regionale

 “L’ok del Ministero dello Sviluppo economico certifica senza ombra dubbio le pesanti responsabilità di questo governo regionale che ha palesato in modo chiaro la mancanza di autorevolezza e volontà politica per opporsi realmente al progetto che macchierà la costa dei trabocchi”.

E’ quanto dichiarano i Consiglieri regionali di Forza Italia commentando l’esito della Conferenza dei Servizi che si è svolta oggi a Roma

In primis – aggiungono i Consiglieri – abbiamo assistito ancora una volta all’approssimazione di Luciano D’Alfonso che non ha voluto partecipare all’importante appuntamento, più di un indizio, mandando al suo posto il vice Presidente Lolli. Venendo meno a tutte le dichiarazioni di intenti e alle belle promesse propinante agli abruzzesi a cominciare dalla volontà di contrastare gli Ufo nell’Adriatico! Nei giorni scorsi inoltre avevamo sottolineato come l’istituzione del Parco marino, approvata giovedì scorso in Consiglio regionale, fosse solo una pezza a colori, tra l’altro fatta male, che mai avrebbe impedito la realizzazione di Ombrina.

Quella ufficializzata oggi è una sconfitta pesante per tutto l’Abruzzo, non solo per D’Alfonso e i suoi, autori di ipocrite politiche ambientali e che non hanno evitato questo ed altri progetti così dannosi per il futuro della nostra regione. Ora – concludono Febbo e Sospiri – siamo curiosi di leggere le dichiarazioni del presidente, o di qualche suo accanito sostenitore, nel tentativo magari di scaricare la responsabilità su altri. Questa volta non ci saranno scuse dietro cui nascondersi”.