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Notte dei Serpenti 2026: Melozzi lancia la sfida da Teramo

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TERAMO – È stata una conferenza stampa viva, sonora, quasi un’anteprima dello spettacolo, quella che si è svolta questa mattina in Provincia per presentare la nuova edizione della Notte dei Serpenti, in programma il 25 luglio allo Stadio del Mare di Pescara e destinata a essere ripresa da Rai 1 per una futura messa in onda in prime time. Accanto al Maestro Enrico Melozzi, erano presenti le coriste impegnate nelle prove teramane, il cantastorie Roppoppò, il regista Walter Nanni e il fisarmonicista Danilo Di Paolonicola, protagonisti di un progetto che unisce musica, tradizione e identità abruzzese.

Quest’anno le prove, come noto, si svolgono a Teramo, città natale di Melozzi. La Provincia, grazie alla collaborazione con la dirigente scolastica Daniela Baldassare, ha messo a disposizione il Convitto Delfico per ospitare le coriste, mentre Baltour, con l’amministratore delegato Agostino Ballone, ha garantito i mezzi di trasporto. In conferenza stampa sono intervenuti il presidente Camillo D’Angelo, il vicepresidente Giuseppe Marziani, la dirigente Baldassare e i rappresentanti delle realtà coinvolte, trasformando l’incontro in un vero tavolo di confronto sul futuro culturale della città.

Melozzi ha ribadito la natura profonda del progetto: «Quando ho immaginato la Notte dei Serpenti non pensavo a un semplice concerto, ma a un percorso che lasciasse un segno sul territorio. Per avere continuità, un progetto deve generare una semina. Teramo deve accelerare la ricostruzione, riaprire il Museo, il Conservatorio, il Teatro, la Sala Polifunzionale, il Delfico. Bisogna riaprire il cuore della città». Un messaggio che si inserisce nel dibattito sulla rinascita culturale di Teramo, tema centrale per la Provincia.

Il presidente D’Angelo ha sottolineato l’importanza dei luoghi della formazione e della cultura: «Le scuole devono essere dei campus, perché gli spazi fanno la differenza. È lì che si coltivano i talenti». Ha poi evidenziato le difficoltà degli enti locali nella gestione della ricostruzione, oggi in mano a Invitalia, con tempi che rischiano di allontanare una generazione di studenti dal territorio. «Se le scuole saranno ricostruite fra dieci anni, avremo perso una generazione. E questo impoverisce l’Abruzzo».

D’Angelo ha infine rivolto parole di stima a Melozzi: «La tenacia e l’affetto che mostra per la sua terra sono un esempio. La cultura che resta è fatta di progettualità, organizzazione e direzione. Eventi ce ne sono molti, ma pochi hanno la capacità di diventare motore di rinascita».

La conferenza stampa ha così raccontato non solo la Notte dei Serpenti, ma una visione più ampia: quella di una Teramo che vuole tornare a essere un polo culturale vivo, aperto, riconoscibile. Un obiettivo che passa attraverso la musica, la comunità e la capacità di immaginare il futuro.

Pubblicato da
Marina Denegri

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