Riteniamo che sia giunta l’ora di rendere merito a tutti coloro che, durante i terribili anni della guerra, hanno sofferto perdite e sofferenze e dopo il riconoscimento dell’orrendo delitto delle Foibe, è giusto e corretto che l’Abruzzo inizi a ricordare tutti i suoi figli, specie i più innocenti. Fratelli d’Italia ha inviato una nota ufficiale al sindaco Maragno affinchè la proposta venga sottoposta all’attenzione della Commissione Toponomastica chiedendo anche audizione nel corso della riunione che verrà convocata per la sua disamina”.
“La cosiddetta ‘guerra di liberazione’ ha ancora troppi lati oscuri, vicende che, nonostante siano passati oltre settant’anni, qualcuno si ostina ancora a non voler riconoscere, leggere e ammettere – hanno sottolineato Foschi e Forconi -. E se tanto onore continua a essere tributato, con cadenza quotidiana, ai ‘giovani partigiani’, si cerca invece di ignorare le pagine tragiche legate all’azione di quei partigiani, pagine che sono costate la vita a chi ha avuto la disgrazia di incrociarne la strada.
E parliamo di storie che mai i nostri ragazzi studieranno a scuola, anche se sono accadute a pochissimi chilometri da casa nostra. Una di queste è quella del Beato Rolando Rivi, un ragazzino che a soli 11 anni aveva sentito la chiamata del Signore ed era entrato in seminario. Nel ’44, in seguito all’occupazione tedesca, fu costretto a lasciare il seminario e a tornare a casa, continuando però a indossare l’abito talare perché il piccolo Rolando continuava a sentirsi seminarista.
il 10 aprile del 1945, a soli 14 anni, in piena fase della cosiddetta liberazione, è stato rapito da un gruppo di partigiani comunisti che lo portarono nella boscaglia, raggiungendo il modenese dove, dopo tre giorni di drammatiche e incredibili sevizie e torture, lo hanno ucciso sparandogli un colpo alla tempia e uno dritto al cuore, una esecuzione in piena regola perché i partigiani sospettavano Rolando, un ragazzino di 14 anni, di essere una ‘spia fascista’.
Nel 2013 la Chiesa ha riconosciuto il martirio del giovane Rolando Rivi e lo ha proclamato Beato, vittima della furia partigiana che ben poco di onorevole ha avuto in quella tragica occasione. Quella del Beato è una vicenda che in pochissimi conoscono e Fratelli d’Italia ritiene invece che questa storia vada riscoperta e che vada valorizzata la memoria del Beato in maniera opportuna.
Per questa ragione – hanno proseguito Foschi e Forconi – chiediamo che il sindaco Maragno accolga la nostra richiesta di intitolare al Beato Rivi un’area della riviera di Montesilvano consentendoci di partecipare alla seduta della Commissione Toponomastica per approfondire ulteriormente le motivazioni di tale richiesta e di individuare insieme l’area più idonea a tale iniziativa”.
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