Lanciata l’8 novembre 2025 e conclusa a fine gennaio 2026, la campagna ha coinvolto centinaia di cittadini attraverso 20 corsi BLSD gratuiti, distribuiti in 4 sedi formative, con l’obiettivo di diffondere competenze salvavita e creare una rete di intervento diffusa e consapevole.
Il progetto non si è limitato alla formazione: un altro pilastro fondamentale è stato il potenziamento della dotazione tecnologica della città. Sono stati installati 6 nuovi defibrillatori (DAE) in punti strategici, mentre altri dispositivi già presenti sono stati sottoposti a manutenzione straordinaria, portando a 11 postazioni salvavita pienamente operative.
A queste si aggiunge il nuovo DAE donato dal Lions Club di Montesilvano, che sarà posizionato a Montesilvano Colle, ampliando ulteriormente la copertura del territorio.
La risposta della cittadinanza è stata straordinaria: i corsi BLSD hanno formato decine di persone tra volontari, operatori, sportivi, commercianti e semplici cittadini. L’obiettivo è chiaro: ogni minuto è decisivo in caso di arresto cardiaco, e avere persone formate sul territorio può fare la differenza tra la vita e la morte.
Il progetto ha così creato una rete di “angeli custodi”, come sottolineato dal Sindaco, capaci di intervenire tempestivamente in attesa dei soccorsi.
Il primo cittadino ha evidenziato la portata storica dell’iniziativa: “Montesilvano è la prima città a livello provinciale ad aver lanciato un progetto così strutturato. Non ci siamo limitati ad acquistare macchinari, ma abbiamo investito nel capitale umano, offrendo ai cittadini gli strumenti culturali per salvare una vita. Rendere Montesilvano una ‘Città Cardio Protetta’ è un dovere civico: oggi la nostra comunità è più pronta che mai”.
Il Sindaco ha inoltre ringraziato il dottor Stefano Guarracini e la sua équipe per aver fornito ai partecipanti competenze fondamentali per affrontare situazioni di emergenza.
La campagna “Montesilvano Città Cardio Protetta” rappresenta un esempio virtuoso di come un’amministrazione possa investire in prevenzione, formazione e tecnologia per aumentare la sicurezza dei cittadini. Il progetto ha creato una rete capillare di dispositivi e competenze che ora costituisce un patrimonio collettivo.
La città si candida così a diventare un modello replicabile per altri comuni della provincia e della regione, dimostrando che la prevenzione è un investimento concreto e misurabile.
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