Mete turistiche in Abruzzo, sedici località da visitare

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Cosa vedere in Abruzzo? Questa regione sa offrire molto sia dal punto di vista culturale che naturalistico. Ecco alcuni suggerimenti dalle province de L’Aquila, Pescara, Chieti e Teramo

In una Regione ricca di bellezze naturali, storia, cultura e tradizioni, quale è l’Abruzzo, le cose da vedere sono davvero tante. Per darvi un quadro completo della varietà di offerte presenti in tutte e quattro le Province, abbiamo individuato sedici tra i più importanti luoghi d’interesse culturali e naturali. Per quanto riguarda gli appuntamenti e le iniziative in programma vi rimandiamo, invece, al nostro consueto calendario giornaliero, in costante aggiornamento. Sono in tutto 16 le mete turistiche selezionate tra le più rappresentative.

Provincia de L’Aquila

Rocca Calascio

Rocca Calascio è una fortificazione medievale situata nel territorio del comune di Calascio, ad un’altitudine di 1464 metri s.l.m. Ricompresa nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, interamente in pietra bianca e raggiungibile attraverso sentieri che si snodano tra le rocce, è stata scelta come set di due film usciti a metà degli Anni ’80: “Il nome della rosa”, con Sean Connery e  “Lady Hawke”, con Michelle Pfeiffer. La fondazione della rocca è dovuta probabilmente alla volontà di re Ruggero d’Altavilla dopo la conquista normanna del 1140, con prevalente funzione di avvistamento. Il primo documento storico che ne attesta la presenza è, però, datato 1239. Nel 1703 venne devastata da un violento terremoto in seguito al quale l’area più alta del borgo venne abbandonata. Nel XX anche le restante parti rimasero disabitate. Il castello, oggetto di importanti restauro, è però oggi una delle principali attrattive turistiche della zona.

Basilica di Santa Maria di Collemaggio

La Basilica di Santa Maria di Collemaggio a L’Aquila fu voluta nel 1288 per volere di Pietro da Morrone, incoronato Papa con il nome di Celestino V il 29 agosto 1294, ed è considerata la massima espressione dell’architettura abruzzese. Nel 1902 è stata dichiarata Monumento nazionale. Dal 1327 ospita le spoglie del pontefice, oggi conservate all’interno del mausoleo di Celestino V, realizzato nel 1517 ad opera di Girolamo da Vicenza, maestro di Andrea Palladio. È sede di un giubileo annuale, il primo della storia, istituito con la Bolla del Perdono del 29 settembre 1294 e noto con il nome di Perdonanza Celestiniana. Per questo motivo sulla facciata laterale è caratterizzata da una Porta Santa. La Basilica è stata danneggiata dal terremoto del 1703 e più recentemente da quello del 6 aprile del 2009: i lavori di restauro si sono conclusi nel 2017.

Grotte di Stiffe

Le Grotte di Stiffe sono un complesso di grotte carsiche situate nei pressi di Stiffe, nel territorio del comune di San Demetrio ne’ Vestini. Sono ricomprese all’interno del Parco Regionale Naturale del Sirente-Velino. Testimonianza di una risorgenza, cioè del punto in cui un fiume torna alla luce dopo un tratto sotterraneo (nella fattispecie questo punto è situato all’apice della forra che sovrasta il piccolo paese omonimo), sono state rese accessibili al pubblico dal 1991.

Borgo e Lago di Scanno

Scanno, posto a circa 1000 m di quota s.l.m.tra i Monti Marsicani, poco fuori i confini del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, fa parte de “I borghi più belli d’Italia”. Incantato, romantico, viene ricordato per i vicoletti, le botteghe artigiane di merletti e di arte orafa. É inoltre noto come la “Città dei fotografi”. I suoi scorci, nel Novecento, sono stati ripresi da Maestri quali Hilde Lotz-Bauer, Henri Cartier-Bresson, Mario Giacomelli, Renzo Tortelli, Gianni Berengo Gardin, Ferdinando Scianna, Mario Cresci e molti altri. Nei dintorni di Scanno vi è il lago omonimo, originatosi per un’antica frana staccatasi dal soprastante monte Genzana, che sbarrò il fiume Tasso. Da alcune visuali si presenta in forma di cuore.

Castello Piccolomini

Il Castello Piccolomini è sito nel centro storico di Celano e domina la piana del Fucino. Grazie al restauro realizzato ricostruendo fedelmente l’antica struttura, il castello assume l’aspetto della fortezza medievale con funzione difensiva dell’abitato. La cinta muraria è interrotta da undici torri a scudo e cinque rotonde. All’interno, tramite un ponte levatoio che consente di superare un fossato, si accede al Castello attraverso due ingressi, uno dei quali protetto da una caditoia. L’edificio centrale ha pianta regolare, rettangolare con quattro torri quadrate agli angoli, con merlatura ghibellina, che proteggono un cortile con pozzo nel mezzo per la raccolta delle acque piovane. All’esterno delle quattro torri un giro di ronda, anch’esso merlato, consentiva alle guardie il controllo di ogni lato delle mura. Il perimetro del cortile presenta un porticato di carattere tipicamente rinascimentale su due piani. Quello inferiore, con archi a ogiva, è sorretto da ampi pilastri colonniformi mentre quello superiore ha un doppio numero di archi a tutto sesto con colonne più piccole. Ingresso a pagamento.

Alba Fucens

Nata come colonia di diritto latino che occupava una posizione elevata e ben fortificata su 34 ettari a quasi 1.000 m s.l.m. alle pendici del monte Velino, Alba Fucens è un sito archeologico  situato nel Comune di Massa d’Albe (AQ), presso la frazione di Albe. É monumento nazionale dal 1902. Parte dell’abitato, circondato da mura in opera poligonale e suddiviso in isolati regolari, è stata riportata alla luce grazie alle  campagne di scavo condotte dagli studiosi belgi, a partire dal 1949, e dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Abruzzo dal 2006. Alle pendici della collina di San Pietro, sulla quale sorgeva il tempio di Apollo, è l’anfiteatro realizzato all’inizio del I sec. d. C. Il percorso di visita tocca anche il foro, il comizio, il miliario, la basilica, il macellum, le terme e il Santuario di Ercole e il teatro. Ingresso gratuito.

Provincia di Pescara

Eremo di San Bartolomeo in Legio

L’eremo di San Bartolomeo in Legio, scavato all’interno di uno sperone roccioso a circa 700 metri sul livello del mare, si trova nel comune di Roccamorice. É anteriore all’XI secolo, ma fu restaurato da Pietro dal Morrone, futuro papa Celestino V, intorno al 1250. Qui il Pontefice si stabilì intorno al 1274 per almeno due anni al ritorno del suo viaggio a Lione, fatto per ottenere dal papa Gregorio X il riconoscimento della sua Congregazione dei celestini. L’eremo è costituito da una cappella e da due vani scavati nella roccia destinati agli eremiti. L’interno della chiesa è rettangolare, con una lunghezza di 7.70 m ed una larghezza minima di 3 m ed una massima di 4 m. La nicchia dell’altare ospita una statua lignea di san Bartolomeo raffigurato con un coltello, visto che subì il martirio dello scorticamento.

Museo Casa natale di D’Annunzio

La casa natale di Gabriele D’Annunzio (1863-1938), in cui il poeta e scrittore trascorse anche gli anni della fanciullezza, è stata dichiarata monumento nazionale nel 1927.  Nel 1933 l’edificio fu acquisito dallo Stato italiano che avviò subito lavori di restauro e di sistemazione, terminati nel 1938. Lo stabile subì però danni ingenti durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale che resero necessari nuovi interventi, conclusi nel 1949. Nel 1963 fu sede della prima mostra. Il museo, allestito al primo piano, è composto da nove sale che hanno mantenuto l’aspetto originario e nelle quali sono stati sistemati i ritratti, le lettere, gli abiti, alcuni mobili e i calchi del viso e della mano di D’Annunzio. Ingresso a pagamento.

Valle dell’Orfento

La Valle dell’Orfento è un’area naturale protetta che nel 1971 fu dichiarata Riserva Naturale dello Stato e affidata in Gestione al Corpo Forestale dello Stato. A partire dal 1980 all’interno della valle furono reintrodotti cervi e caprioli mentre dal 1991 è entrata a far parte del territorio del Parco Naturale della Majella. La bellezza della valle è dovuta per la gran parte all’opera del fiume omonimo, che per milioni di anni ha eroso le rocce creando quelle che oggi sono le Gole dell’Orfento. Resti di molluschi, conchiglie, piccoli organismi unicellulari e fossili di altri organismi marini testimoniano che nelle ere secondaria e terziaria l’area era sommersa dal mare, il quale, nel tempo, ha formato ammassi di roccia calcarea che poi il fiume Orfento ha potuto scavare dando vita a spettacolari insenature. La valle è attraversata da una rete di sentieri con punti di accesso su ambedue i versanti. Per recarsi nella Valle dell’Orfento è necessaria l’autorizzazione gratuita da ritirare presso il centro visita di Caramanico Terme.

Il Parco delle sorgenti sulfuree del Lavino

Il Parco delle sorgenti sulfuree del Lavino, che si estende su un’area di 40 ettari, dal 1987 è un’area naturale protetta d’Abruzzo. Prende il nome dall’omonimo fiume Lavino, le cui acque sulfuree formano laghetti che spiccano per il loro colore tra l’azzurro al turchese. Attorno la vegetazione è composta da boschi di pioppi, salici bianchi e sambuco, con zone di ginestre, biancospini e piante palustri come la canna o il giunco in prossimità del corso d’acqua. La fauna è caratterizzara da martin pescatore, cardellini e usignoli di fiume, ricci, volpi e faine.

Provincia di Chieti

Costa dei Trabocchi

La Costa dei Trabocchi corrisponde al tratto di litorale Adriatico della provincia di Chieti, che si estende lungo la via della Strada Statale 16 Adriatica, caratterizzato dalla presenza diffusa del trabocco, macchina da pesca su palafitta. D’Annunzio, che a San Vito Chietino ebbe il suo eremo, cantò così la Costa dei Trabocchi nel “Trionfo della Morte”: “Proteso dagli scogli, simile a un mostro in agguato, con i suoi cento arti il trabocco aveva un aspetto formidabile”. Sulla Costa si affacciano stupende cittadine: Ortona, San Vito Chietino, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Vasto e San Salvo. Ma la Costa è ricca anche si Riserve Naturali come Punta Aderci, Puntapenna o la Lecceta di Torino di Sangro.

Abbazia di San Giovanni in Venere

L’abbazia di San Giovanni in Venere si trova nel comune di Fossacesia, su una collina prospiciente il mare Adriatico a 107 m s.l.m. Il complesso monastico è composto da una basilica e dal vicino monastero, entrambi costruiti all’inizio del XIII secolo in luogo di un antico tempio pagano dedicato a Venere. La chiesa presenta la struttura classica delle basiliche di stile cistercense, con tre navate separate da archi ogivali e soffitto di legno: vi si trovano importanti affreschi murali. Il chiostro è formato da una galleria di ventinove trifore, scandite da sessantotto colonnine senza base e con capitelli decorati. Sotto l’altare maggiore si trova la cripta, in cui fanno bella mostra di sé delle colonne di epoca romana. Le absidi sono decorate da affreschi del Duecento.

Castello di Roccascalegna

Il castello di Roccascalegna è una struttura difensiva situata nel comune di Roccascalegna. Posto sulla cima di una sporgenza rocciosa, in posizione dominante sull’abitato, ha fondazione molto antica e subì numerose aggiunte fra il Cinquecento e il Seicento. Dal 1700 il Castello ha conosciuto tre secoli di abbandono, nei quali lo stesso è stato preda delle intemperie e dei saccheggi della popolazione locale. Nel 1985 è stato oggetto di una donazione da parte dell’ultima famiglia feudataria, quella dei Croce Nanni, al Comune di Roccascalegna. Immediatamente sono iniziati i lavori di restauro, che nel 1996 hanno riportato il Castello all’antico splendore e lo hanno reso visitabile. Ingresso a pagamento.

Provincia di Teramo

Fortezza di Civitella del Tronto

La Fortezza di Civitella del Tronto è una delle più importanti opere di ingegneria militare d’Europa. Sorta su una probabile preesistenza medievale, fu completamente trasformata a partire dal 1564 dal Re di Spagna Filippo II d’Asburgo. Nel 1734, dalla dominazione degli Asburgo si passò a quella dei Borboni che operarono importanti modifiche alla struttura militare e si opposero valorosamente all’assedio dei francesi nel 1806 e a quello dei piemontesi del 1860/61. Dopotale data la Fortezza venne lasciata in abbandono, depredata e demolita dagli stessi abitanti di Civitella del Tronto. Grazie ad un importante intervento di restauro curato dalla Soprintendenza di L’Aquila tra il 1975 e il 1985, oggi la sua struttura è completamente visitabile. Ingresso a pagamento.

Calanchi di Atri

La Riserva Naturale Regionale “Calanchi di Atri” è stata istituita nel 1995 e dal 1999 è un’Oasi WWF con lo scopo di preservare circa 600 ettari di natura, flora e fauna. Racchiude  i “calanchi”, forme di erosione ricchissime di specie animali (gufi, allocchi, rospi smeraldini, volpi, donnole, tassi e istrici) e vegetali (ginestre, tamerici, gladioli selvatici e piante di liquirizia). Tanti i sentieri a disposizione degli amanti del trekking e della mountain bike.

Area marina protetta Torre del Cerrano

L’area marina protetta Torre del Cerrano è la prima area marina protetta abruzzese e del medio Adriatico, istituita ufficialmente il 7 aprile 2010 con la pubblicazione della legge istitutiva sulla Gazzetta Ufficiale. Essa è situata fra i comuni di Silvi e Pineto e comprende una fascia costiera di circa 7 km. Di questi 2,5 km sono di duna sabbiosa lungo la riva, dalla foce del torrente Calvano, che attraversa l’abitato di Pineto, fino al centro di Silvi. In quest’area sorgeva l’antico porto del Cerrano, ossia il porto della città collinare di Atri, di origini romane emolto importante per il commercio marittimo dell’Abruzzo. Fu distrutto dalla Repubblica di Venezia insieme a quasi tutti i porti adriatici. Una rinascita ci fu con Carlo V, che decise di costruire un efficiente sistema di protezione dalle invasioni saracene, costituito da torri di avvistamento visibili l’una dall’altra, in modo da poter comunicare velocemente. L’area dell’antico porto venne scelta come luogo dove edificare una di queste: la Torre del Cerrano.

Mete turistiche in Abruzzo, sedici località da visitare ultima modifica: 2018-06-04T08:45:22+00:00 da Redazione