PESCARA – Il Presidente della Commissione Attività Produttive del Comune di Pescara, Simone D’Angelo, interviene per chiarire la posizione dell’Amministrazione in merito al futuro del mercato ittico all’ingrosso, dopo le recenti dichiarazioni di Sinistra Italiana che parlavano di un presunto silenzio istituzionale e di un progetto di demolizione dell’attuale struttura.
D’Angelo respinge le accuse e invita a leggere con attenzione la documentazione: «Le carte bisogna leggerle tutte, sempre, soprattutto quando si affrontano questioni delicate che riguardano un comparto fondamentale come quello della pesca. Sinistra Italiana parla di abbattimento e di cecità amministrativa, ma la realtà è ben diversa».
Il Presidente ricorda che il riferimento di Sinistra Italiana riguarda il Documento di indirizzo alla progettazione (DIP), una fase preliminare che prevedeva l’abbattimento del vecchio mercato nell’ambito di un più ampio intervento sul waterfront e della realizzazione del nuovo mercato ittico sulla banchina sud. «Quella era una primissima fase di programmazione — sottolinea D’Angelo — ma da allora si è andati avanti e oggi la situazione è cambiata».
Il progetto di fattibilità tecnico‑economica, approvato il 19 marzo 2026, non prevede l’abbattimento del mercato ittico. «Un elemento che Sinistra Italiana omette — aggiunge — alimentando allarmismi inutili e prese di posizione strumentali».
D’Angelo critica inoltre la scelta di avviare una petizione pubblica: «Prima di lanciarsi in iniziative avventurose sarebbe opportuno approfondire i documenti e affrontare con serietà temi così delicati».
Il Presidente richiama anche un precedente storico: «Mi sarei aspettato maggiore coerenza. Ai tempi del sindaco D’Alfonso, quando si decise di demolire l’ex mercato ortofrutticolo (ex Cofa) sul lungomare sud, non ricordo la stessa difesa della tradizione commerciale cittadina. All’epoca Sinistra Italiana era in Giunta, e tacque. Oggi, invece, sembra aver perso memoria e vista, applicando un evidente strabismo politico‑istituzionale».
La dichiarazione si chiude con un invito alla responsabilità e alla corretta informazione, per evitare tensioni inutili su un tema strategico per l’economia locale.
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