
L’AQUILA – Oggi L’Aquila non è solo una città che ha saputo rialzarsi; è il cuore pulsante dell’Italia intera. Con la partecipazione emozionata del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è ufficialmente aperto l’anno che vede il capoluogo abruzzese protagonista come Capitale Italiana della Cultura 2026.
Una rinascita che si fa esempio
Il volo inaugurale di quest’anno speciale è iniziato stamattina, in un clima di solennità e speranza. Il Capo dello Stato, accolto dal calore dei cittadini e dalle massime autorità, ha pronunciato parole che resteranno scolpite nel percorso di rigenerazione della città.
«La cultura non è un accessorio, ma il fondamento stesso del vivere civile», ha sottolineato Mattarella.
Il Presidente ha indicato L’Aquila come un modello: una città che ha saputo trasformare le ferite del passato in una spinta creativa, diventando un vero e proprio “laboratorio di identità”. In un momento storico segnato da tensioni globali, il messaggio è stato chiaro: la cultura è l’antidoto alla violenza e lo strumento principe per costruire una pace duratura.
L’Aquila “Multiverso”: Tra memoria e futuro
Il progetto che ha portato la città alla vittoria, denominato “L’Aquila Città Multiverso”, è stato il filo conduttore dei discorsi inaugurali. Non si tratta solo di una celebrazione del patrimonio artistico, ma di una visione complessa che tiene insieme cinque dimensioni: la città della memoria, della coesione, della conoscenza, dell’innovazione e della natura.
Il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e il Sindaco Pierluigi Biondi hanno ribadito come questo riconoscimento sia il traguardo di un intero territorio, capace di unire l’antico splendore dei palazzi restaurati alla modernità della ricerca scientifica e tecnologica.
Una città in festa: Dalla solennità allo stupore
Mentre la mattinata è stata dedicata alla riflessione istituzionale, il pomeriggio ha visto le strade del centro storico riempirsi di vita. Tra spettacoli itineranti e performance artistiche, l’attesa è tutta per lo spettacolo dei droni che stasera illuminerà il cielo sopra il Forte Spagnolo. Luci e musica racconteranno la storia di una comunità che ha saputo guardare oltre le macerie per riscoprirsi capitale.
Foto di archivio