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Chieti, truffa ai danni dell’ASL: indagine GdF da 744mila euro

La Gdf di Chieti conclude un’indagine su truffe ai danni dell’ASL: mancata consegna di ausili, doppie fatturazioni e società cartiera

da Marina Denegri

finanza chieti

CHIETI – Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Chieti ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di cinque soggetti, indagati a vario titolo per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti.

Le indagini, condotte dai militari della Compagnia di Lanciano su delega della Procura della Repubblica frentana, sono state avviate a seguito di un’attenta analisi sull’aumento anomalo della spesa per l’assistenza protesica nel Distretto n. 2 dell’ASL Lanciano–Vasto–Chieti.

Attraverso riscontri documentali, testimonianze e ricognizioni fotografiche presso i domicili dei pazienti, i finanzieri – coordinati dal Capitano Domenico Siravo – hanno ricostruito un sistema illecito articolato, basato su tre modalità operative:

– Mancata consegna degli ausili sanitari: montascale e carrozzine elettriche, pur essendo addebitati all’ASL, non venivano mai consegnati ai pazienti.

-Doppia fatturazione: in altri casi, gli stessi ausili venivano nuovamente fatturati all’ente pubblico nonostante fossero già stati restituiti al fornitore.

-Utilizzo di una società “cartiera”: il profitto illecito veniva drenato attraverso il pagamento di fatture per operazioni inesistenti emesse da una società con sede a Roma, per un totale superiore a 1,2 milioni di euro.

L’indagine ha permesso di quantificare un danno diretto all’ASL pari a 744.140,75 euro.

Su richiesta della Procura, nel settembre 2025 il G.I.P. del Tribunale di Lanciano ha disposto un sequestro preventivo di 1.139.427,95 euro, colpendo non solo le disponibilità finanziarie degli indagati, ma anche beni conferiti in un trust creato ad hoc per schermare il patrimonio dalle attività investigative.

Oltre ai responsabili delle due società sanitarie coinvolte, risultano indagati anche alcuni funzionari dell’ASL, mentre l’Azienda Sanitaria figura come parte offesa nel procedimento.

Si precisa che, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte a indagine potrà essere definitivamente accertata solo con una sentenza irrevocabile di condanna.

La Guardia di Finanza continua ad affiancare amministrazioni ed enti locali nell’adozione di strategie antifrode, finalizzate a contrastare illeciti e sprechi nei settori previdenziali, assistenziali e sanitari, con l’obiettivo di garantire che le risorse pubbliche raggiungano realmente le fasce più deboli della popolazione