L’uomo, già colpito nello scorso mese di aprile dalla misura cautelare dell’allontanamento della casa familiare e divieto di avvicinamento alle abitazioni ed ai luoghi frequentati dal padre, dalla sorella e dalla nipote per comportamenti violenti posti in essere per diverso tempo nei confronti dei citati familiari – rei a suo avviso di non concedergli, quando richiesto, somme di denaro più o meno consistenti per i fabbisogni personali –, malgrado la richiamata ordinanza del GIP del Tribunale di Teramo, successivamente aggravata con il divieto di dimora e di accesso nel Comune di Martinsicuro, non vi ha ottemperato, infischiandosene.
A.A., infatti, negli scorsi giorni, ha tentato nottetempo di introdursi nella residenza familiare, ove vivono i congiunti oggetto delle precedenti angherie, infrangendo irreparabilmente i vetri della porta d’ingresso dell’abitazione e danneggiando la serranda del balcone. Non pago per quanto fatto, colto da improvviso impeto d’ira, mandava anche in frantumi il parabrezza dell’autovettura – un’utilitaria – della nipote.
A quel punto i familiari, temendo per la loro incolumità, visti gli atteggiamenti pericolosi e violenti palesati, nonostante i divieti del Giudice, si vedevano costretti a richiedere l’intervento dei Carabinieri. I militari dell’Arma, giunti sul posto per un sopralluogo, hanno constatato i danni arrecati e raccolto le testimonianze, mettendosi alla ricerca dell’uomo che, nel frattempo, si era allontanato, rintracciandolo seduto comodamente in un bar di Martinsicuro a sorseggiare una bevanda, pur vigendo il divieto di dimora e di accesso nel comune truentino.
Ciò posto, i militari hanno riferito dettagliatamente quanto accaduto e raccolto nelle prime fasi al Tribunale di Teramo che questa volta ha emesso l’ordine di custodia cautelare in carcere.
Il 49enne, dopo le formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale Castrogno di Teramo dove potrà con calma meditare sulle proprie malefatte.
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