
PESCARA – Ritmo, colori, tradizione e innovazione: la quarta edizione de “La Notte dei Serpenti” accende lo Stadio del Mare con uno spettacolo che fonde la cultura popolare abruzzese con la musica leggera italiana. Decine di cori, gruppi folk, danzatori di saltarello e rievocazioni storiche – tra cui il celebre Laccio d’Amore di Penna Sant’Andrea – compongono un mosaico artistico che racconta l’identità della regione sotto la direzione del Maestro Enrico Melozzi.
Sul valore culturale dell’evento è intervenuto il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, che ha sottolineato la forza simbolica della manifestazione: «Il Laccio d’Amore è una delle espressioni più preziose e affascinanti della nostra tradizione. Insieme a cori, gruppi folk e ballerini, anima il sottopalco con costumi tipici e con il ritmo del saltarello, creando un quadro unico».
Marsilio ha evidenziato anche la capacità della kermesse di dialogare con la modernità: «Cerchiamo una contaminazione virtuosa: prendiamo grandi classici della musica italiana e Melozzi li traduce in abruzzese, affidandoli a cantanti famosi e a un coro selezionato con settimane di prove. È un lavoro enorme per portare sul palco il meglio dell’Abruzzo».
L’obiettivo è chiaro: trasmettere la tradizione alle nuove generazioni, offrendo linguaggi contemporanei senza perdere autenticità. «La musica popolare ha un fascino antico – conclude Marsilio – ma La Notte dei Serpenti vuole coniugarlo con innovazione e modernità, per raccontare un Abruzzo che sa custodire le radici e guardare avanti».
Foto a cura di Paolo di Sante