L’iniziativa, presentata in Senato alla presenza della Senatrice Cattaneo, dei genitori di Giulio Regeni, dell’avvocata Alessandra Ballerini e del regista Simone Manetti, coinvolge 76 atenei e oltre 15 mila persone tra studenti, ricercatori, docenti e cittadini. Per due mesi, università di tutta Italia ospiteranno incontri, proiezioni e momenti di confronto sul valore della libertà accademica.
«Con questa iniziativa – ha dichiarato il rettore Christian Corsi – intendiamo onorare la memoria di un giovane ricercatore brillante come Giulio Regeni. La sua vicenda ci richiama ai principi fondanti dell’istituzione universitaria: la libertà di ricerca, la tutela dei nostri giovani, il diritto di porre domande senza timore. Non esiste Università senza libertà, e non esiste libertà se i ricercatori rischiano di essere perseguitati per il loro lavoro».
La Senatrice Elena Cattaneo ha ricordato come la storia di Giulio continui a vivere «attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà, lo stesso che Giulio ha difeso da studioso».
Profonda la testimonianza dei genitori, Paola Deffendi e Claudio Regeni, che hanno espresso gratitudine per un’iniziativa che «coinvolge università, professori, studenti e dottorandi, che vanno sempre protetti. Dal documentario emerge la figura di Giulio ricercatore integerrimo e la violazione dei diritti subita».
L’hashtag ufficiale dell’iniziativa è #UniversitàperGiulio. Il progetto è sostenuto dalla Fondazione Elena Cattaneo ETS, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni.
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