LETTOMANOPPELLO – Formare professionisti e funzionari capaci di affrontare la complessità, assumersi responsabilità e prendere decisioni consapevoli in una società in continua trasformazione. Con questo obiettivo è stato inaugurato, nella chiesa di San Nicola a Lettomanoppello, il secondo ciclo del corso di alta formazione post laurea “Scuola di Decisioni per una società in transizione”, promosso dalla Fondazione Palazzo De Sanctis in collaborazione con l’Università LUMSA.
Ad aprire i lavori è stato l’onorevole Luciano D’Alfonso, che ha posto l’accento sulla necessità di valorizzare il pensiero progettuale e la capacità decisionale nella pubblica amministrazione e nei contesti professionali.
«Vogliamo promuovere una formazione che metta sempre al centro il pensiero progettuale, capace di interpretare i dati, definire i tempi e verificare i risultati. Abbiamo bisogno di funzionari che non si blocchino davanti agli imprevisti e che sappiano agire senza essere paralizzati dalla paura dell’errore», ha affermato.
L’inaugurazione è stata preceduta dall’esibizione della Banda della Marina Militare in piazza Umberto I. Alla cerimonia hanno partecipato numerose autorità civili, militari e accademiche, tra cui i prefetti di Chieti e Pescara, rappresentanti delle forze dell’ordine, amministratori locali, docenti universitari e i 28 nuovi corsisti che prenderanno parte al secondo ciclo della Scuola, insieme a molti degli allievi già diplomati nel primo percorso formativo.
A coordinare l’incontro è stata Silvia Di Donato, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Palazzo De Sanctis, che ha evidenziato il valore culturale e sociale dell’iniziativa. «Parlare oggi di decisione significa interrogarsi sulla responsabilità etica, sulla libertà e sulla capacità di comprendere la realtà oltre gli algoritmi. È un percorso che mette al centro la persona e il rapporto con l’altro».
Anche il sindaco di Lettomanoppello Simone Romano D’Alfonso ha sottolineato l’importanza di ospitare una proposta formativa di alto livello in un’area interna dell’Abruzzo. «Portare cultura, confronto e formazione nei piccoli centri significa offrire opportunità e creare spazi di crescita per le nuove generazioni».
Nel corso della giornata si sono alternati gli interventi di docenti universitari, magistrati, dirigenti pubblici e rappresentanti delle istituzioni. Il professor Alessandro Natalini ha rimarcato il successo del primo ciclo, definendolo un’esperienza capace di creare un dialogo concreto tra università, istituzioni e territorio.
Particolarmente significativo anche il contributo dell’ammiraglio di squadra Giuseppe Berutti Bergotto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, che ha riflettuto sul tema della leadership e delle decisioni in situazioni di emergenza.
«Decidere significa assumersi una responsabilità anche quando non esiste una soluzione perfetta. La vera sfida è mantenere lucidità, distinguere ciò che è urgente da ciò che è importante e comprendere che la tecnologia e l’intelligenza artificiale possono supportare il processo decisionale, ma non sostituire la responsabilità umana», ha spiegato.
Nel suo intervento conclusivo, D’Alfonso ha poi allargato la riflessione ai temi della pianificazione urbana e della sicurezza nelle città, soffermandosi in particolare sul futuro della Nuova Pescara e sulle sfide legate alla gestione del territorio, dalla sicurezza urbana ai fenomeni collegati ai cambiamenti climatici e al rischio di erosione costiera.
La Scuola di Decisioni conferma così la propria ambizione di diventare un laboratorio permanente di formazione e confronto, con l’obiettivo di preparare una nuova classe dirigente capace di interpretare il cambiamento e governare le trasformazioni della società contemporanea.
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