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Lettomanoppello, concluso il primo ciclo della Scuola di Decisioni

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LETTOMANOPPELLO – Il primo ciclo del Corso di Alta Formazione “Scuola di Decisioni”, promosso dalla Fondazione Palazzo De Sanctis e dalla LUMSA, si chiude come un esperimento pienamente riuscito: un percorso che ha saputo intrecciare conoscenza e capacità decisionale, riflessione e responsabilità, approfondimento teorico e applicazione concreta del pensiero. I primi 23 corsisti, dopo mesi di incontri con docenti universitari, imprenditori, rappresentanti istituzionali e figure del mondo giuridico, hanno consegnato elaborati che sintetizzano la finalità stessa della Scuola, aprendo la strada al secondo ciclo di studi.

La giornata conclusiva, ospitata nella piazza di Lettomanoppello, sede della Fondazione, si è aperta con l’esibizione degli Sbandieratori di Popoli Terme ed è stata moderata dalla professoressa Marta Cerioni, docente di Diritto Costituzionale all’Università Politecnica delle Marche. Un parterre istituzionale di altissimo livello ha preso parte all’evento: i Prefetti di Abruzzo e Molise, il Comandante regionale dei Carabinieri Gianluca Feroce, il Comandante regionale della Guardia di Finanza Fabio Massimo Mendella, il consigliere regionale Antonio Di Marco, il Presidente della Provincia di Pescara Giorgio De Luca, i sindaci di Ortona, Atessa e Scafa, oltre a imprenditori come Paolo De Cecco, noto per le sue innovazioni nel settore della sicurezza industriale.

Nel suo intervento, l’onorevole Luciano D’Alfonso, ideatore e promotore della Scuola, ha ricordato la scelta di Lettomanoppello come sede del corso, luogo che a fine Ottocento ospitò lo studioso di diritto internazionale Augusto Pierantoni, Premio Nobel per la Pace. Un riferimento simbolico per un percorso formativo che vuole educare alla cultura della decisione, alla capacità di valutare e scegliere senza monumentalizzare l’errore né cedere alla paura. «Non sono le risorse materiali del sottosuolo a generare sviluppo – ha sottolineato D’Alfonsoma le idee, che hanno bisogno di approfondimento, cultura e riflessività».

Il rettore della LUMSA, Francesco Bonini, ha definito la Scuola un esperimento innovativo che mette in dialogo università, realtà sociale e professionale, creando un ponte tra formazione accademica e mondo delle decisioni pubbliche e private. Un modello che, ha annunciato, diventerà anche un corso universitario.

Il preside della LUMSA, Alessandro Natalini, ha evidenziato il valore della didattica sperimentale adottata: un metodo che ha mescolato imprenditori, docenti e professionisti, generando una comunità di apprendimento capace di confrontarsi con scenari reali, dall’emergenza alla gestione dell’intelligenza artificiale. «La scintilla della formazione – ha detto – nasce quando si ragiona sulle differenze e si impara a decidere sotto pressione».

Il magistrato Pasquale Fimiani, avvocato generale della Corte di Cassazione, ha approfondito il tema del rapporto tra interessi e decisioni, sottolineando come ogni scelta sia una mediazione complessa che richiede cognizione generale e consapevolezza del proprio ruolo.

La Lectio Magistralis conclusiva è stata affidata al Vicepresidente della Corte Costituzionale, che ha illustrato il ruolo cruciale della Corte nel garantire la democrazia attraverso il giudizio sulle leggi, richiamando tre casi simbolo: la procreazione medicalmente assistita, il 41 bis e il suicidio assistito. «La differenza tra democrazia e autocrazia – ha ricordato – sta nella presenza di una Corte che tutela i diritti fondamentali e applica la Costituzione».

La giornata si è conclusa con la consegna degli attestati ai 23 corsisti da parte del rettore Bonini e dell’onorevole D’Alfonso, che ha ringraziato le personalità presenti e annunciato l’allestimento di una mostra dedicata all’opera di Pierantoni e l’imminente inaugurazione della Casa della Democrazia, dedicata a Giuseppe Capograssi, Aldo Moro e Giuseppe Di Vittorio.

Pubblicato da
Marina Denegri

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