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Letteratura e attualità: a L’Aquila il libro di Simone Sibilio su Gaza

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L’AQUILA – Il 9 luglio, alle ore 18, all’Aquila, presso la Residenza d’epoca culturale Le cancelle di Welcome AQ, sarà presentato il libro Una bussola per bandiera. Poesie dopo Gaza di Simone Sibilio, poeta e docente di Lingua e Letteratura araba presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia.

Interverrà il presidente dell’Associazione culturale Welcome AQ Andrea Spacca. Dialogherà con l’autore Valeria Di Felice, editrice della Di Felice Edizioni.

Come scrive Giuseppe Conte: «I versi della sezione “Poesie dopo Gaza” si aprono con il richiamo ad Adorno che ripropone un vecchio tema: si può ancora fare poesia dopo l’orrore? Sì, è la risposta, e “noi che amiamo la vita”, riecheggiando Darwish, lo sappiamo. Il testo parte come uno spartito musicale. Con i suoi andamenti, i suoi vuoti e i suoi pieni, i suoi leit motiv: “pagine senza gambe/parole senza ritorno”. La metrica si spande sulla pagina dissonante e quasi riproduce musicalmente le macerie. Che rimandano alle nostre macerie spirituali, quelle della Fortezza Europa! Poi la suite assume una forma più propriamente lirica, ma da poesia civile e compaiono diverse figure con cui l’autore intesse un doloroso dialogo che tiene vivo l’orrore e la resistenza all’orrore.»

Prosegue Vincenzo Mascolo nella postfazione: «Disorientamento e desiderio di una patria, significati questi che il titolo sembra evocare, sono temi nodali del nostro tempo. Intorno a essi Sibilio costruisce quest’opera, fingendo (in senso pessoaiano) di dare voce al dolore di coloro che sono costretti a lasciare la propria terra e a vagare per il mondo in cerca di accoglienza, di chi è costretto a combattere per ottenere il riconoscimento del diritto alla patria, di chi vive costantemente in guerra. Sibilio riunisce nei suoi versi alcuni topoi poetici universali (il viaggio, il nostos, la nostalgia, la perdita, la morte) per esprimere il suo sentimento del tempo e il disorientamento che prova di fronte alle distorsioni della nostra epoca, per denunciare poeticamente il progressivo affievolirsi del senso etico e il diradarsi dell’humanitas, per cercare di restituire attraverso la poesia valore e significato ai diritti inalienabili che pertengono a ogni essere umano, senza distinzione “di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione”, come recita l’art. 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani.»

Simone Sibilio (1979) insegna Lingua e Letteratura araba presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Si occupa principalmente di poesia araba contemporanea, questione palestinese e traduzione letteraria. Tra le sue ultime pubblicazioni Poesia araba moderna e contemporanea (Istituto per l’Oriente, Roma 2022). Ha tradotto diversi poeti arabi contemporanei tra cui Muhammad al-Fayturi, Talal Haidar, Moncef Ouhaibi, Ghassan Zaqtan, Najwan Darwish. Per Di Felice Edizioni sta curando un’antologia poetica della poetessa siriana Widad Nabi. Ha inoltre in preparazione un lavoro sulla poesia di Mahmud Darwish. Nel 2016 è stato insignito del Premio Poesia Città di Fiumicino per la traduzione di poesia straniera. Suoi testi poetici sono apparsi su riviste nazionali e internazionali, tradotti anche in arabo, inglese e francese.

Pubblicato da
Marina Denegri

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