PIZZOLI – Ha preso ufficialmente il via a Pizzoli, con la cerimonia della posa della prima pietra, il cantiere per il potenziamento dell’acquedotto del Chiarino, un’opera infrastrutturale di fondamentale importanza per l’Abruzzo. Finanziato con 10 milioni di euro provenienti dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021-2027, l’intervento rappresenta il primo stralcio di un ampio piano da 15 milioni di euro complessivi, originariamente candidato nel 2022 dalla società Gran Sasso Acqua all’interno del bando per i “Progetti Bandiera”.
All’avvio dei lavori hanno partecipato i vertici istituzionali e tecnici del territorio, tra cui il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, l’assessore regionale Emanuele Imprudente, il presidente di Gran Sasso Acqua, Ivo Pagliari, insieme al direttore tecnico Mario Di Gregorio e ai sindaci dell’Aquila, Pierluigi Biondi, e di Pizzoli, Gianni Anastasio.Il presidente Marco Marsilio ha ricordato come nel 2019 l’amministrazione abbia ereditato un sistema idrico regionale in condizioni estremamente critiche, piagato da forti dispersioni di rete e dalla complessa necessità di mettere in sicurezza l’acquifero del Gran Sasso.
Negli ultimi anni la Regione ha concentrato risorse e programmazione per risolvere problemi strutturali storici, stanziando centinaia di milioni di euro attraverso diverse linee di finanziamento. La concretizzazione degli interventi previsti dall’Accordo per la Coesione consentirà ora di migliorare sensibilmente il servizio nella porzione occidentale del comprensorio aquilano, potenziando contemporaneamente il collegamento con l’Altopiano delle Rocche.Nelle intenzioni della giunta regionale, questa opera si inserisce in una strategia di lungo termine. Insieme al parallelo progetto per lo sfruttamento delle acque di Campotosto, l’obiettivo è costruire una rete idrica resiliente, dotata di una fonte alternativa in grado di garantire la continuità dell’approvvigionamento durante i futuri cantieri sul Gran Sasso o in caso di emergenze, guasti ed eventi sismici. Come sottolineato dall’assessore Emanuele Imprudente, si entra finalmente nella fase operativa di un disegno che unisce la tutela ambientale alla sicurezza dei cittadini, riconoscendo a Gran Sasso Acqua il merito di aver saputo trasformare i finanziamenti in cantieri reali.
Da un punto di vista tecnico, l’intervento andrà a modernizzare un sistema acquedottistico risalente agli anni Venti del Novecento, eliminando le interferenze urbanistiche nate nel corso dei decenni. Il progetto prevede la posa di una nuova condotta adduttrice in ghisa dal diametro di 500 millimetri, che si snoderà dalla località di Capannelle fino al nodo di Arischia. Da questo punto si ramificheranno due dorsali da 300 millimetri dirette verso il partitore di Preturo e i serbatoi di San Vittorino e Colle Caliglio, per un tracciato complessivo di circa 15 chilometri.Una volta completata l’opera, che si integrerà con il nuovo impianto di potabilizzazione di Campotosto, la capacità complessiva del sistema toccherà i 320 litri al secondo. Questo incremento non solo ottimizzerà il servizio per i comuni di Pizzoli, Lucoli, Scoppito, Tornimparte e per le frazioni aquilane di Arischia, Preturo, Sassa e Roio, ma offrirà un supporto cruciale all’economia locale. L’interconnessione permetterà infatti di soddisfare i picchi di fabbisogno idrico di Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio durante i periodi di massima affluenza turistica. La conclusione definitiva di tutti i lavori è prevista entro la fine del 2027.
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