
L’AQUILA – Un ritorno atteso per quasi due decenni: il Teatro Comunale dell’Aquila riapre finalmente le sue porte alla città dopo 17 lunghi anni. A firmare il grande evento inaugurale sarà “La Traviata” di Giuseppe Verdi, con la regia di Giorgio Pasotti e la produzione del Teatro Stabile d’Abruzzo (TSA). Un titolo iconico del repertorio operistico italiano scelto per celebrare un momento dal profondo valore simbolico per la comunità aquilana.
L’evento rientra nel prestigioso palinsesto delle iniziative per L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, sostenuto anche dal main sponsor ENI.
Le date degli spettacoli e la vendita dei biglietti
L’opera andrà in scena con due appuntamenti pensati per coinvolgere tutta la cittadinanza, con un’attenzione speciale verso i più giovani:
Anteprima Under 35: mercoledì 18 novembre alle ore 17:00, con biglietti a prezzo ridotto per avvicinare le nuove generazioni al mondo della lirica.
Recita ufficiale per il pubblico: domenica 22 novembre alle ore 17:00.
I biglietti saranno acquistabili online sul circuito Ciaotickets (www.ciaotickets.com) a partire da mercoledì 21 ottobre alle ore 15:00.
La visione registica di Giorgio Pasotti: una Violetta contemporanea
Il Direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo, Giorgio Pasotti, firma una regia che meticolosamente mette al centro la dimensione umana e psicologica dei personaggi:
«Allestire La Traviata significa tornare a fare teatro con un genere che è nel DNA degli italiani», spiega Pasotti. «A più di 170 anni dalla prima rappresentazione, quest’opera continua a parlare al pubblico con una forza intatta. La vicenda di Violetta Valéry, del suo amore per Alfredo e del conflitto con le convenzioni sociali conserva una dimensione profondamente contemporanea. La mia regia cerca un rapporto diretto tra la drammaturgia verdiana e la sensibilità dello spettatore di oggi».
Al centro dell’interpretazione proposta sul palco c’è il ritratto di una donna che lotta per decidere liberamente del proprio destino, sfidando i pregiudizi del suo tempo.
Il significato della riapertura per la città dell’Aquila
La rinascita dello storico palcoscenico rappresenta molto più di una stagione teatrale: è la restituzione di un luogo identitario fondamentale per l’aggregazione e la cultura locale.
«Riaprire un teatro significa restituire alla città un luogo, ma soprattutto restituirle la possibilità di ritrovarsi», ha sottolineato il sindaco Pierluigi Biondi, rimarcando il percorso svolto dall’Amministrazione Comunale per completare la ricostruzione del complesso teatrale.
Con le indimenticabili note di Verdi e il ripopolamento di maestranze, artisti e spettatori, L’Aquila riafferma con forza la centralità dello spettacolo dal vivo e della cultura come motore di rinascita e coesione sociale.
Di seguito i protagonisti del melodramma in tre atti:
Libretto Francesco Maria Piave
dal dramma “La dame aux camélias” di Alexandre Dumas
Musica di Giuseppe Verdi
Regia Giorgio Pasotti
Direttore Cesare Della Sciucca
Scenografia Italo Grassi
Costumi Anna Biagiotti
Visual designer Luca Attilii
Disegno Luci Marco Palmieri
con
Violetta Valery Francesca Sassu
Alfredo Germont Valerio Borgioni
Giorgio Germont Michele Patti
Flora Bervoix Carlotta Vichi
Gastone, visconte di Letorières Benedetto Agostino
Il barone Douphol Alessandro Di Giovanni
Il marchese d’Obigny Andrea Zuccarini
Il dottor Grenville Davide Filipponi
Giuseppe Benedetto Agostino
Un domestico di Flora Alessio De Vecchis
Un commissionario Lucio Di Giovanni
Orchestra Sinfonica Abruzzese,
I Solisti Aquilani,
Conservatorio Statale di Musica “Alfredo Casella” L’Aquila,
con il sostegno della Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli”
Coro Ventidio Basso,
Maestro del coro Pasquale Veleno, altro Maestro del coro Luca Puglielli
Danzatori Associazione L’Etoile
Coreografie Simone Pergola
Aiuto regia Jesùs Noguera
Assistenti scenografi Franco Armieri, Francesca Tunno
L’allestimento è realizzato in collaborazione con la Fondazione Teatro Coccia di Novara.
Si ringrazia ZZIPP GROUP – Padova per la fornitura del ledwall e il Consorzio Vini d’Abruzzo
Così le note di regia di Giorgio Pasotti: “La vita come l’arte”, potrebbe sintetizzarsi in queste parole la nostra Traviata. La realtà come rappresentazione o la rappresentazione come realtà.
Il mondo dell’immaginario si unisce o si specchia in quello reale del pubblico, e questo ribadisce la forza estrema e l’impatto ancora potente e attuale del teatro.
L’impianto scenografico riporterà lo spettatore, come in una galleria di ricordi, all’avanzare del tempo, al tentativo dei protagonisti di svincolarsi dalla propria condizione sociale, alle contraddizioni dell’amore.
La vita come un’illusione, un sogno contraddetto dalla ragione ma un sogno può essere anche un nuovo inizio, un risveglio.
In un continuo dialogare, l’arte di un certo espressionismo, ci suggerisce come l’amore sia espressione di un naturale sentire, di una natura che irrompe nella vita di Violetta e Alfredo, come un testimone silenzioso ma presente.
In un alternarsi di momenti pacati e drammatici, la spirale dell’opera verdiana ci porta a conoscere e riconoscere. Ho cercato di lavorare per sottrazione facendo parlare l’opera, mettendomi al servizio di un testo musicale già ampiamente potente, di un autore che ho seguito ma un passo indietro, facendomi accompagnare da professionisti che hanno da subito compreso lo spirito con il quale sono solito lavorare. Uno spirito di complicità e semplicità. Ho preferito far parlare l’opera, la musica, gli artisti, in un fonderci continuo con il pubblico, sospesi continuamente tra sogno e realtà”.
Queste recite inaugurali diventano una festa per la città di L’Aquila e, insieme, un segnale di vitalità culturale vera: le luci della scena tornano ad accendersi e il Teatro Comunale torna a essere, nel senso più pieno e inclusivo possibile, un luogo di comunità.