“L’ottavo dolore” dellla Madonna di Pescara il furto della Sua corona

mad7doloriFurto sacrilego nel Santuario della Madonna dei Sette Dolori

PESCARA- E’ stata rubata nella serata di martedì scorso la corona d’oro della Madonna dei Sette Dolori, sottratta dal convento dei frati cappuccini antistante la Basilica in Via di Sotto,insieme a 6.000 euro in contanti e altri oggetti di voto  in oro. A dare l’allarme alle forze dell’ordine è stato il parroco della basilica pescarese, padre Vincenzo Di Marcoberardino che ha notato i segni dell’effrazione e la mancanza dell’ingombrante cassaforte dal suo umile appartamento del convento. Dalla stima della squadra mobile intervenuta sul luogo e guidata dal maggiore Pasquale Del Gaudio, il furto dovrebbe essere avvenuto tra le 19 e le 20.

I ladri sarebbero entrati da un ingresso posteriore attraverso un cancello automatico, probabilmente approfittando dell’uscita di un’auto in quanto si apre solo con la chiave.  In seguito avranno forzato il portone e si saranno introdotti nella stanza del parroco a cui hanno lasciato il computer e le 500 lire d’epoca;il  loro unico interesse è stato soltanto la cassaforte che, secondo i carabinieri, proprio per il suo peso ingente di 150 chili  è stata trasportata con un carrello.

In essa vi erano custoditi circa 6000 euro, una quindicina di catenine e bracciali offerti dai fedeli devoti alla Madonna e la corona d’oro e brillanti di circa 500 grammi dal valore di 50 mila euro ma il legame affettivo e di devozione del diadema è immenso come illustra il frate perciò invoca i fedeli ad intervenire :

E’ successo un grande guaio e mi appello ai cittadini: collaborino con le forze dell’ordine.

Si ipotizza che questo furto sia collegato ad uno precedente avvenuto sei mesi fa sempre nello stesso luogo ma non denunciato dai frati perché i danni rilevati erano stati minimi. All’epoca probabilmente i ladri avevano notato la cassaforte, ma non essendo attrezzati per il trasporto, ci saranno tornati maggiormente accessoriati .

DESIDERIO DEI CITTADINI – A farsi portavoce dell’indignazione e della tristezza per l’accaduto è intervenuto il vicepresidente del Consiglio comunale di Pescara, Massimiliano Pignoli commentando:

Un dolore immenso e, al tempo stesso, il desiderio di vedere presto quella corona tornare al suo posto, sul capo della Madonna simbolo del dolore e della fede. E’ il sentimento che, in queste ore, tutti i cittadini dei colli stiamo vivendo e con il quale rivolgiamo la nostra richiesta a coloro che, la notte scorsa, hanno commesso il furto sacrilego, ossia di restituire il gioiello rubato. Si tratta di un episodio gravissimo e inaspettato. Già in passato quella corona sacra era stata rubata una prima volta, suscitando lo sdegno della popolazione del posto e dell’intera città per quello che è un reato del cuore e dell’anima. Tra l’altro non comprendiamo quale utilizzo possano fare della corona: impossibile spacciarla sul mercato nero in quanto troppo conosciuta, dunque facilmente individuabile e rintracciabile, impensabile venderla, inconcepibile pensare di distruggerla, un’ipotesi che non vogliamo neanche prendere in considerazione. A questo punto vogliamo pensare a un errore, magari il ladro o i ladri non sapevano che quella cassaforte custodiva un gioiello tanto prezioso non per il suo valore materiale, ma per quello morale, spirituale. Vogliamo immaginare la sorpresa di trovarsi dinanzi a quella corona, che probabilmente gli stessi autori del furto conoscono e che mai forse avrebbero voluto prendere. E, allo stesso modo, vogliamo pensare a un moto dell’animo e della coscienza capace di spingere quelle persone a restituire la corona, magari senza farsi notare o vedere, semplicemente riportandola in chiesa, lasciandola al suo posto, mostrando quel rispetto dovuto a un oggetto simbolo della devozione dei cittadini dei colli e dell’intera città. Ricordiamo la festa dell’intera comunità pescarese, quando, dopo il primo furto, la corona è stata ritrovata e riportata al suo posto. L’amministrazione comunale potrà ora farsi promotrice di un’iniziativa pubblica quando la corona verrà di nuovo ritrovata o riconsegnata, un’iniziativa soprattutto per ringraziare le Forze dell’Ordine che in queste ore stanno compiendo uno sforzo immane per individuare con tempestività i possibili autori del furto e riconsegnare alla statua della Madonna la sua corona.

IL SINDACO – Anche il Sindaco della città abruzzese, Luigi Albore Mascia ha deciso di lanciare un appello per invitare a restituire la corona attraverso una lettera inviata a padre Vincenzo Di Marcoberardino, parroco della Basilica della Madonna dei Sette Dolori  :

Un appello accorato ai cittadini di Pescara affinché collaborino con le Forze dell’Ordine per consentire l’immediato ritrovamento della Corona Sacra della Statua della Madonna dei Sette Dolori e, soprattutto, una richiesta decisa rivolta a coloro che si sono macchiati di tale reato, affinché riconsegnino al più presto quello che per tutta la città è un simbolo di devozione irrinunciabile. Purtroppo si è perpetrato per la seconda volta il blasfemo e odioso furto della Corona della Statua della nostra Veneratissima Madonna. Personalmente e a nome di tutta la città, esprimo alla parrocchia il profondo dolore e la condanna più netta e determinata per quanto accaduto. Assicuro ogni sforzo e la massima disponibilità dell’amministrazione comunale, accanto alle Forze dell’Ordine, per la ricerca e la punizione dei responsabili di un reato così esecrando. E nell’impetrare la benedizione della Madre di Dio sulla nostra città, rivolgo un appello forte e sentito a tutti i cittadini di Pescara affinché ciascuno collabori con le Forze dell’Ordine per l’immediato ritrovamento della corona Sacra. Un appello che voglio indirizzare anche a coloro che evidentemente si sono macchiati di tale delitto chiedendo loro di riconsegnare la corona, di restituirla alla città che da centinaia di anni venera quello che è il simbolo del dolore di tutte le mamme del mondo, il simbolo della devozione del territorio alla chiesa, simbolo della fede di un’intera città che non può e non deve essere violato. Comprendiamo la follia di un momento, tentiamo di immaginare quella disperazione che pure può aver indotto a sottrarre un oggetto tanto caro, un reato che ha suscitato altrettanta disperazione in tantissimi cittadini che si sono ritrovati nella Basilica per pregare per colui che ha compiuto tale gesto. Ma quella disperazione deve indurre a riflettere il colpevole, spingendolo a tornare sui propri passi e a restituire il maltolto. Nel frattempo rivolgiamo un profondo ringraziamento alle Forze dell’Ordine che sin dalle prime ore hanno aperto un’indagine a tappeto sull’intero territorio per garantire il rapido ritrovamento della Corona e la sua restituzione alla città.

“L’ottavo dolore” dellla Madonna di Pescara il furto della Sua corona ultima modifica: 2009-11-15T00:22:45+00:00 da Annarita Ferri