SULMONA (AQ) – “Valle Peligna. Italia Autentica” ha presentato nella sala convegni della Comunità Montana Peligna di Sulmona i primi otto progetti imprenditoriali abruzzesi che sta supportando per valorizzare in Italia e anche all’estero le peculiarità del territorio. “Valle Peligna. Italia Autentitca” è un gruppo di volontariato economico, senza fini di lucro, nato dal forte legame con il territorio di quattro manager di aziende private: Mauro Cianti (Ceo Don The Fuller Jeans); Maximo Ibarra (Ceo Wind Telecomunicazioni spa); Silvio Lancione (Dg Banca di Credito Cooperativo); Roberto Marinucci (Ceo Fater spa). Il gruppo promotore, dopo aver individuato nelle aree food e turismo le opportunità per il territorio, ha condotto una valutazione del potenziale delle proposte presentate dagli imprenditori e ha contribuito, attraverso una tutorship manageriale, alla più adeguata finalizzazione sotto il profilo marketing e commerciale dei singoli progetti. L’elemento chiave di novità che ha caratterizzato l’intervento del gruppo di Italia Autentica, tuttavia, è l’unitarietà della visione strategica: i progetti imprenditoriali, infatti, sono stati valutati e indirizzati a costituire un paniere di beni che potesse generare sinergie.
“Noi abbiamo analizzato il territorio – ha proseguito Roberto Marinucci e ci siamo resi conto che in passato lo sviluppo territoriale era dato da interventi esterni, attraverso qualcuno che arrivava da fuori Abruzzo. Invece per noi lo sviluppo deve partire dall’interno. Dobbiamo trovare un modo per valorizzare il lavoro degli operatori locali, Italia Autentica è nata da questo. Ci siamo messi noi quattro insieme e ci siamo chiesti come potevamo dare una mano. Siamo partiti dal presupposto che l’Abruzzo è uno di quei pochi posti autentici, Italia Autentica vuole dare l’identità”.
“Noi faremo delle attività che ci accompagneranno costantemente durante la giornata – ha affermato Maximo Ibarra – ci siamo posti l’obiettivo di ritagliare del tempo per il bene del progetto. Noi ci sentiamo sempre una volta la settimana. Il marchio lo abbiamo voluto fare perché quando si mette su un progetto bisogna anche toccarlo con mano. Il turismo e la cultura italiana sono da trattare con la massima attenzione perché spesso vengono trascurati. Il prodotto c’è, dobbiamo valorizzarlo, poi bisogna trovare degli sbocchi di mercato, quindi bisogna mettere in contatto tutti gli imprenditori con i canali distributivi sia in Italia che all’estero. Questa attività all’inizio sembrava un po’ complessa però poi ci abbiamo messo passione. Pensiamo che questa cosa si possa esportare anche in altre regioni. In Italia non c’è un piano industriale serio. Penso che l’Italia nei prossimi cinque anni debba valorizzare il turismo ed i prodotti della terra”.
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