Si tratta dell’allora funzionario della Asl e responsabile unico del procedimento, Franco D’Intino, dell’imprenditore foggiano, Giulio Piancone, del responsabile del cantiere, Giacomo Piscitelli, dei due direttori dei lavori, Alfonso Colliva e Damiana Bugiani, e dei professionisti Lorenzo Camplone e Rosalia Di Matteo. Per questa vicenda D’Intino, Piancone e Piscitelli nel marzo del 2010 finirono in carcere, mentre Colliva e Bugiani finirono ai domiciliari.
I sette erano accusati, a vario titolo, di corruzione, truffa, falso e abuso. Nel mirino dell’accusa, l’appalto relativo ai lavori il cui importo iniziale di 2.924.000 euro, attraverso la perizia di variante, sarebbe aumentato fino ad arrivare alla cifra di 6.980.000 euro. Le motivazioni saranno rese note entro 30 giorni.
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