“Fermo restando il comprensibile motivo della tutela della salute delle donne già ospitate, motivazione che ha spinto la Asp n.2 alla sospensione del servizio, rimane la perplessità sul come non ci si sia posto il problema, sollevato anche da molte associazioni a livello nazionale, del fatto che la coabitazione forzata dovuta all’emergenza sanitaria, possa essere causa di un aumento di casi di violenza domestica sulle donne e sui minori.
A livello nazionale, le misure messe in campo per la problematica della violenza sulle donne, nei vari decreti presidenziali, compresi quelli di carattere economico, non hanno il carattere dell’immediatezza e dell’urgenza di cui si ha bisogno nella situazione descritta.
Per questo motivo, invito la provincia di Teramo a strutturare con urgenza un tavolo di lavoro, seppure nel rispetto delle prescrizioni impartite dai Decreti emanati per l’emergenza Coronavirus, per affrontare il problema di Casa Maia e cercare in maniera condivisa la definizione delle misure nei casi di emergenza”.
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