Un ottimo successo che ancora una volta, dopo l’allestimento di “Antologia di Spoon River” del 2014, ha suggellato l’efficacia del connubio teatro e ambiente naturale attraverso la realizzazione di uno spettacolo visionario, perturbante, coinvolgente.
Temi di forte contemporaneità emersi costantemente nel fluire del mito e nei contrappunti poetici anche legati alla attualità attraverso la toccante passerella centrale dove hanno preso forma e vita scenica diversi personaggi della letteratura teatrale e della storia contemporanea.
Per poi giungere ad un finale dove gli attori, immersi nell’acqua del fiume, hanno chiuso lo spettacolo con la grande metafora della trasformazione dispiegatasi attraverso la lezione filosofica di Pitagora, mentre le ultime battute ribadivano l’immortalità del poeta Ovidio e della sua poesia.
Eccellenti gli attori, a cominciare dall’indiscussa capacità e presenza scenica di attori prestigiosi quali Mauro Marino e Susanna Costaglione, ben affiancati in scena dalla onnipresente Irida Giergij, da Federica Vicino, dalla sorprendente giovanissima Beatrice Giovani e dagli altri giovanissimi attori Daniele Di Masci, Pierluigi Lorusso, Irene Ciavalini, Stefano Giampietro, Lorenzo Valori, quindi le guide teatrali Teresa Di Viesti e Francesca Di Meco, le piccole Maria e Simona Spoletini.
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