Marica Carosella ha proposto un ampio excursus sulla nascita e lo sviluppo delle persecuzioni razziali- dalla diaspora fino alle aberranti teorie di Hitler sulla superiorità della razza ariana – e sulla lotta all’ebraismo internazionale e alla sua presunta volontà di dominio sul mondo.
Federica Colantuono ha presentato le idee sviluppate da Hitler nel “Mein Kampf” ed ha spiegato la relazione diretta tra queste e il programma di sterminio messo in atto tra il ’42 e il ’45 (la cosiddetta “soluzione finale”).
Giada Stasio Donatelli ha esposto le tappe che hanno portato all’attuazione della Shoah: dalle leggi di Norimberga, alla “notte dei cristalli”, alla costruzione dei campi di sterminio, lo strumento tecnicamente avanzato per l’attuazione scientificamente programmata del piano di eliminazione del popolo ebraico.
La conclusione della mattinata è stata affidata allo storico Camillo Chiarieri che, basandosi sulla teoria della filosofa Hanna Arendt, ha spiegato come “la banalità del male che ha portato all’Olocausto del popolo ebraico sia stata la naturale conseguenza della incapacità di vedere e di capire nell’eseguire ciecamente il “normale” lavoro d’ufficio dello sterminio di un popolo”.
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