CHIETI – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Chieti, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno concluso una complessa indagine sul fenomeno della somministrazione fraudolenta di manodopera nel settore del trasporto merci su gomma. L’operazione ha portato alla luce un articolato sistema di frode, con proiezioni internazionali, finalizzato all’evasione fiscale e contributiva e basato su un meccanismo di caporalato transnazionale e dumping sociale.
L’attività investigativa, avviata dal Gruppo di Chieti sotto la direzione del Ten. Col. Vito Casarella, è partita dai primi sospetti di impiego irregolare di lavoratori extra‑UE, in prevalenza albanesi, da parte di società teatine che sfruttavano in modo distorto l’istituto del distacco internazionale. Grazie alla cooperazione con la GDT albanese e ai canali di mutua assistenza fiscale, è stato possibile ricostruire l’intero schema illecito.
Il distacco transnazionale, previsto dalla normativa, consente a un’azienda estera di inviare temporaneamente propri dipendenti a un’impresa italiana, garantendo loro gli stessi diritti dei lavoratori italiani. Le indagini hanno però dimostrato che i contratti erano fittizi: le società estere coinvolte erano mere letter box company, prive di struttura operativa, utilizzate come copertura per reclutare autisti, pagarli meno del dovuto e non versare imposte e contributi. La documentazione formale nascondeva una vera somministrazione fraudolenta di manodopera, da cui le imprese italiane traevano vantaggi economici indebiti.
Gli autisti sono stati quindi qualificati come lavoratori in nero, mentre le aziende italiane sono state individuate come effettivi datori di lavoro, responsabili del mancato rispetto degli obblighi contributivi e previdenziali. Complessivamente risultano coinvolte 18 società, di cui 4 estere e 5 operanti nel Chietino. A queste ultime sono state contestate violazioni relative alla responsabilità amministrativa degli enti, per non aver adottato protocolli interni di prevenzione dei reati.
Il bilancio dell’operazione evidenzia la gravità del sistema illecito:
14 persone denunciate per reati tributari, societari, somministrazione fraudolenta di manodopera e truffa aggravata ai danni dello Stato.
Evasione fiscale stimata in circa 6 milioni di euro tra imposte dirette e indirette.
Fatture false per operazioni inesistenti pari a oltre 3,5 milioni di euro.
95 lavoratori in nero individuati, con evasione contributiva superiore a 1,2 milioni di euro.
Il Comandante provinciale, Col. Massimo Otranto, ha sottolineato come l’operazione confermi il costante impegno della Guardia di Finanza nel contrasto alle frodi fiscali e al caporalato transnazionale, a tutela del bilancio dello Stato, degli enti previdenziali e delle imprese che operano nel rispetto delle regole.
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