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FLA Pescara 2025: gran finale con Nazzi e Sala tra libri e storie

Si conclude il FLA a Pescara con Stefano Nazzi e Cecilia Sala. Cultura, libri e spettacoli per chiudere il festival con emozione e riflessione

da Redazione Abruzzonews

stefano nazzi

PESCARA – Ultima giornata per la ventitreesima edizione del FLA – Festival di Libri e Altrecose, che ha visto migliaia di persone attraversare Pescara tra sale, teatri e musei. Un festival che cresce ogni anno e che, anche questa volta, ha dimostrato quanto la cultura possa ancora mettere in moto entusiasmo e comunità, confermando la forza del FLA nel costruire legami e nel raccontare il mondo attraverso le storie. Il festival è sostenuto dai Comuni di Pescara e Spoltore, dal main partner Metamer e dal platinum partner Proger, insieme a Fondazione Pescarabruzzo, Toto Holding, Ramses Consulting, Sypri Serramenti, SLT – Studio legale e tributario e Caffè Letterario.

Stefano Nazzi e Cecilia Sala

Il Teatro Massimo diventa il cuore dell’ultima giornata del festival, con due protagonisti che racchiudono l’anima del FLA: la lucidità di chi indaga e la sensibilità di chi testimonia. Stefano Nazzi e Cecilia Sala porteranno sul palco due sguardi diversi, ma complementari, sul mondo che abitiamo. Alle 17:30, Stefano Nazzi presenta Predatori, in un reading tratto dal suo nuovo libro. La voce di Indagini accompagna il pubblico in un viaggio dentro l’età dell’oro dei serial killer americani, tra le stanze di Quantico e le paure di un’America che imparava a conoscere i suoi mostri. Con una scrittura tesa e precisa, Nazzi racconta come nasce il profiling e come, dietro ogni orrore, si nasconda sempre un frammento di verità.

Alle 21:00, sempre al Teatro Massimo, Cecilia Sala chiude il festival con I figli dell’odio (Mondadori), incontro della sezione Hair Peace a cura di Vincenzo d’Aquino. Reporter e inviata di guerra, Sala attraversa Israele, Palestina e Iran per restituire il ritratto di un Medio Oriente in frantumi, dove la generazione dei figli dell’odio cresce tra rabbia e speranza. Un racconto in presa diretta, che unisce rigore giornalistico e forza narrativa, ricordandoci che capire il mondo è ancora possibile — se si  ascoltano le persone giuste.

Il calendario del 9 novembre

In mattinata il FLA si apre a cinema, arte, critica e immaginario contemporaneo con una serie di appuntamenti che attraversano linguaggi e sguardi diversi, dalle immagini ai libri, dai corti d’autore alla profondità dell’Antropocene. Dalle 10:30 Corti a colazione propone tre cortometraggi selezionati in collaborazione con l’Adriatic Film Festival, per una colazione tra storie intime e sguardi nuovi sul presente (Auditorium Petruzzi); alle 11:00 Claudio Del Signore dialoga con Vincenzo d’Aquino a partire dalla mostra Semi di pace: coltivare il giardino interiore, raccontando il passaggio da Report alla pittura e una ricerca artistica che unisce inchiesta e contemplazione (Fondazione Pescarabruzzo – Maison des Arts); alle 11:00 Tommaso Pincio presenta Il cinema secondo Flaiano: Chiuso per noia (Adelphi), omaggio ironico e lucidissimo al Flaiano critico cinematografico, capace di smontare il cinema senza smettere di amarlo (Museo delle Genti d’Abruzzo, Bagno Borbonico); alle 12:00 Niccolò Scaffai con Sotto l’inesauribile superficie delle cose (Aboca) indaga il “paradigma della profondità” nell’immaginario dell’Antropocene, mettendo in dialogo letteratura, scienza e arti per rileggere il nostro rapporto con il pianeta (Nuovo Spazio FLA – Sala Unione); alle 12:00 Claudia Grande con Pornorama porta una detective story nera nel cuore dell’industria pornografica italiana, per raccontare potere, denaro e violenza con uno sguardo radicale e necessario (Museo Cascella); alle 12:00 Samantha Biale con Dimagrire pranzando trasforma l’ora di pranzo in un alleato del benessere, sfatando falsi miti sulle diete e offrendo strumenti concreti per conciliare tavola, lavoro e vita reale (Museo delle Genti d’Abruzzo, Sala Favetta).

Tra i tanti ospiti in cartellone nel pomeriggio: Lorenza Gentile con La volta giusta, una storia lieve e luminosa su quando arriva, finalmente, il momento di smettere di adattarsi agli altri e iniziare a vivere per sé: una locanda, una montagna, una donna che riscopre la propria voce (ore 16:00, Auditorium Petruzzi); Lorenza Fruci con Donne in onda, un viaggio nei settant’anni di televisione italiana attraverso lo sguardo delle donne che l’hanno fatta, raccontata e cambiata, dentro e fuori dallo schermo (ore 16:00, Museo Cascella); Kristine Maria Rapino con Scialacca, un romanzo intenso e domestico sul ritorno, sulle cose che non si dicono e su quelle che restano addosso, come la resina che dà il titolo al libro (ore 17:00, Nuovo Spazio FLA – Sala Unione); Riccardo Luna con Qualcosa è andato storto, un’indagine lucida e appassionata su come il sogno del web si sia trasformato in un incubo di disinformazione, ma anche su come possiamo ancora provare a rimetterlo in piedi (ore 17:30, Auditorium Petruzzi); Giulia Blasi con La felicità è un atto politico, un invito ironico e necessario a riprendersi la gioia come gesto collettivo e di resistenza, per capire che essere felici, – oggi più che mai, non è solo una questione privata (ore 17:30, Spazio Matta); Irene Facheris con Tutti gli uomini (possono cambiare le cose), un libro che apre un dialogo nuovo e urgente sulla maschilità contemporanea: per capire, non per giudicare, e per riscrivere insieme un copione più libero e consapevole (ore 18:00, Museo Cascella). Al Museo delle Genti d’Abruzzo, alle 18:30, c’è l’inaugurazione di Percorsi d’arte contemporanea: oltre ottanta opere donate dagli artisti alla Fondazione Genti d’Abruzzo per sostenere i suoi progetti culturali. Le opere saranno messe all’asta a dicembre, in un gesto di condivisione che unisce arte e solidarietà.

Cinque appuntamenti in contemporanea chiudono la domenica del FLA in un crescendo di voci, linguaggi e sguardi diversi — dal romanzo alla stand-up, dalla musica d’autore alla riflessione civile — per un finale che somiglia perfettamente al festival: vivo, pieno, in movimento. Alle 19:00 Saverio Raimondo porta Annus Horribilis allo Spazio Matta: un libro tra storia e satira, in cui il comico racconta il 536 d.C. — l’anno peggiore della storia — per ricordarci che il disastro è sempre un ottimo materiale comico, e che a volte ridere è l’unico modo per salvarsi. Alla stessa ora Lorenzo Marone presenta Ti telefono stasera all’Auditorium Petruzzi, un romanzo tenero e ironico sul diventare padri e sul crescere insieme ai propri figli, tra caos, affetto e la scoperta che l’amore si misura più nei dettagli che nei gesti eroici. Sempre alle 19:00 Alcide Pierantozzi, con Lo sbilico, dialoga con Donatella Di Pietrantonio nella Sala 2 del Massimo: un libro che scava nel disagio psichico con una lingua intensa e visionaria, restituendo alla fragilità la sua dignità di verità. Fabio Bacà, al Museo Cascella, presenta L’era dell’Acquario (Adelphi), un romanzo che riflette sull’identità digitale e sul bisogno di luce nell’epoca dei social, dove tutto è visibile ma quasi nulla è vero. La musica e la parola si incontrano nel concerto-intervista di Anna Castiglia, vincitrice della Targa Tenco per la Migliore Opera Prima con Mi piace. Un dialogo curato da Paolo Talanca per la sezione Playlist, in cui Anna racconterà e interpreterà le sue canzoni, alternando ironia e profondità, leggerezza e intensità.