Tante le lamentele che arrivano dai produttori, molti dei quali chiedono una azione forte e decisa e chiedono a gran voce un “piano di contenimento serio e veramente efficace”. “I produttori agricoli si lamentano per la mancanza di misure adeguate e nello stesso tempo di indennizzi troppo effimeri per risolvere una situazione che in alcuni casi porta addirittura a chiudere i battenti. Il fenomeno – sottolinea Volpone – sta generando forti contestazioni che possono provocare in alcuni casi anche con l’abbandono dell’attività a danno dell’equilibrio ambientale di alcune zone”.
I campi più colpiti sono sicuramente quelli coltivati a mais, sorbo e cereali. “Ma l’emergenza riguarda tutti perché, scavando, gli animali non solo sottraggono cibo ma devastano i campi coltivati che necessitano di ulteriore manutenzione. Non puntiamo il dito contro nessuno ma la situazione è diventata ormai insostenibile e non è possibile aspettare ulteriormente. Il problema ungulati ha generato interventi di contenimento, già in vigore, ma gli abbattimenti sono inefficaci e la gestione della cattura degli ungulati contiene molte falle. I metodi adottati, come ribadito in più occasioni, fanno discutere. La situazione, stando alle segnalazioni che riceviamo ogni giorno, risulta emergenziale – conclude Volpone – occorre prendere decisioni per garantire la coesistenza di questi territori ed il diritto di poter esercitare l’attività di agricoltore”.
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