Successivamente fu giudice dei tribunali di Ravenna e Trani. Il 7 luglio del 1902 fu trasferito, su sua richiesta, al tribunale di Roma. Il 27 marzo del 1904 vice-presidente del tribunale di L’Aquila. Il 27 marzo del 1908 fece ritorno al tribunale di Roma. Il 21 marzo del 1914 consigliere della Corte di appello di Roma per “merito eccezionale”. Inoltre nelle motivazioni della prestigiosa nomina si leggeva: “magistrato di non comune intelletto, di vasta dottrina né vari rami del diritto, di costante integrità di carattere e di incensurata condotta; e quindi è ben degno della più alta delle classificazioni”.
E ancora: “La sua operosità ebbe ad estrinsecarsi anche nella pubblicazione di varie ed apprezzate monografie, fra le quali è notevole quella “ Del concorso dei creditori e legatari separatisti coi non separatisti” del 1903”. Da altra nota si leggeva: “magistrato di distinta capacità, di molta dottrina civile e penale, di moltissima operosità, di forti studi, di squisito senso pratico e di carattere fermo”.
A cura di Geremia Mancini – presidente onorario “Ambasciatori della fame”
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