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Emergenza acqua a Chieti: idrocarburi nella rete idrica della città alta

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CHIETI – L’emergenza idrica che sta interessando in questi giorni una parte consistente della città di Chieti – in particolare il centro storico e i quartieri di mezza collina – riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza dell’acqua potabile e della fragilità della rete idrica cittadina. La situazione è emersa dopo i controlli di routine effettuati dal SIAN, il Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione della ASL, che ha rilevato la presenza di idrocarburi policiclici aromatici nel fontanile di Santa Barbara, uno snodo fondamentale della rete che rifornisce tutta la città alta.

Il SIAN ha riscontrato un valore di 1,436 microgrammi per litro di idrocarburi, a fronte di un limite di legge pari a 0,1 microgrammi. Un superamento significativo che ha portato la ASL ad avvisare il Comune e il sindaco Diego Ferrara a firmare un’ordinanza che vietata l’uso dell’acqua per fini potabili nelle aree interessate.

L’ordinanza resterà in vigore fino all’arrivo dei risultati dei nuovi campionamenti effettuati questa mattina.

Possibili cause dell’inquinamento

Le analisi dell’ACA – l’azienda che gestisce il servizio idrico – pubblicate sul sito ufficiale riguardano i controlli nei serbatoi (gli ultimi disponibili risalgono al 10 febbraio). L’inquinamento potrebbe essersi verificato a valle dei serbatoi della Civitella, lungo il percorso della rete idrica.

Tra le ipotesi:

  • infiltrazioni accidentali in una rete obsoleta e deteriorata, con perdite che secondo ISTAT sfiorano il 70% dell’acqua immessa;
  • incidenti o rotture legati ai numerosi cantieri attivi in città.

Trattandosi di un inquinamento chimico, la bollitura dell’acqua non rappresenta una soluzione efficace.

Al di là delle polemiche iniziali sulla comunicazione imprecisa, l’episodio evidenzia la necessità di un sistema di coordinamento stabile tra ASL, Comune e ACA.

La diffusione di informazioni tramite social e note stampa non è sufficiente: in situazioni di emergenza sarebbe utile ricorrere anche a strumenti più diretti, come un’auto con altoparlante, già utilizzata dal Comune per altre comunicazioni pubbliche.

Un altro punto critico riguarda l’assistenza alla popolazione: per un’area vasta come la città alta, mettere a disposizione una sola autobotte a Santa Barbara risulta insufficiente. Una gestione più capillare avrebbe garantito maggiore equità e minori disagi.

Pubblicato da
Marina Denegri

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