A Roma sarà presente una sola famiglia (dalla Sicilia) dei tre militari: la famiglia del bersagliere Paolo Calafiore, classe 1914, nativo di Palazzolo Acreide e residente a Solarino nel siracusano. Partito per l’Africa Settentrionale, con l’8° reggimento bersaglieri, dal 7 agosto 1942 al 12 maggio 1943 quando a quota 141, presso Enfidaville in Tunisia, verrà fatto prigioniero dagli inglesi e destinato nei campi di prigionia in Palestina fino alla liberazione avvenuta l’8 agosto 1946.
Le altre due piastrine sono riferite all’artigliere Vincenzo Lepore, classe 1923, nativo di Conca Campania nel casertano. Partito per l’Africa Settentrionale, con l’80° reggimento artiglieria, dal 27 febbraio 1943 al 7 aprile 1943 quando verrà catturato nella battaglia di Wadi Akarit in Tunisia. Fatto prigioniero dagli inglesi, sarà internato, come Calafiore, in Palestina fino alla liberazione avvenuta il 19 gennaio 1947. Del terzo, anche lui detenuto in Palestina, ci sono pochi dettagli di cui non si hanno notizie: Mirolli Francesco, numero di matricola 223170.
“Riconsegnare queste tre piastrine – ha dichiarato il ricercatore israeliano – è un atto umano fin dall’inizio di questa incredibile scoperta, grazie alla collaborazione dei volontari come Walter, Francesca e le istituzioni italiane sarò a Roma con i miei due figli”.
L'Opinionista © since 2008 - Abruzzonews supplemento a L'Opinionista Giornale Online
reg. tribunale Pescara n.08/2008 - iscrizione al ROC n°17982 - P.iva 01873660680
Informazione Abruzzo: chi siamo, contatta la Redazione, pubblicità, archivio notizie, privacy e policy cookie
SOCIAL: Facebook - X