Il Festival nasce con un obiettivo chiaro: dimostrare che il talento non conosce barriere. Sul palco si alterneranno artisti sordi e udenti, valorizzando la Lingua dei Segni Italiana (LIS) e promuovendo una cultura dell’accessibilità che trasforma le differenze in ricchezza condivisa. L’edizione 2026 conferma la volontà di costruire una società in cui l’inclusione non sia solo un principio, ma un’esperienza concreta vissuta attraverso spettacoli, incontri e partecipazione.
Il programma prevede performance di grande impatto emotivo. Tra gli artisti sordi saliranno sul palco Giorgina Performer LIS, cantante nota a livello nazionale, il duo siciliano Annalisa Betto e Calogero La Bella, e Maurizio Scarpa, in arte Pallina Rossa, presenza storica del Festival. Accanto a loro, gli artisti udenti Fakyra Auryfyre con le sue coreografie di fuoco, Bollaria – Maestra Puzzetta con le bolle di sapone, e Mister Santini, clown fantasista e suonatore di sega musicale.
Uno dei momenti più attesi sarà l’esibizione del coro “Ci ha dato un Segno”, che interpreterà brani in LIS guidato dall’interprete Anna Rita Giancristofaro, offrendo al pubblico un’esperienza intensa e profondamente inclusiva. La serata sarà condotta da Claudia Gentile, con intermezzi musicali affidati al cantante Alex De Luca.
Anche quest’anno saranno presenti i gruppi Bikers Signs di Milano, Torino, Rimini e le Lady Biker 219 Supporter, simbolo di amicizia e sostegno al progetto. Parteciperanno inoltre le associazioni Movimento LIS, Emergenza Sordi, Associazione Sordi Irpinia e Perché io Segno, realtà impegnate nella promozione dei diritti e dell’accessibilità.
Gli organizzatori hanno ringraziato gli sponsor che hanno reso possibile l’evento: Biofon Acustica, Il Ristoro Genuino, Mediatel Telefonia, SIMI Trasporti, Ambulatorio Veterinario Dott.ssa Maria Laura Borsini, Blue Italy e Utopia. L’ingresso è libero.
L’assessore Gianna Camplone ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «La positività e la gioia devono guidarci sempre. L’amore è la chiave di tutto». Il sindaco Masci ha ribadito il messaggio del Festival: «Non bisogna mai piangersi addosso, ma mettersi a disposizione. Vi aspettiamo tutti in piazza Sacro Cuore».
Un appuntamento che conferma Pescara come città attenta all’inclusione, capace di trasformare l’arte in un ponte tra mondi diversi.
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