
CHIETI – Una collezione straordinaria composta da 143 esemplari tassidermizzati, appartenenti a numerose specie protette e provenienti da diversi continenti, entra ufficialmente nel patrimonio del Museo Universitario dell’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara. L’acquisizione è frutto dell’accordo con il Nucleo Carabinieri CITES di Pescara, che ha affidato al Museo gli esemplari sequestrati nell’ambito delle attività di tutela della fauna protetta. Si tratta di un patrimonio di enorme valore naturalistico, scientifico e didattico, capace di raccontare in modo concreto la ricchezza della biodiversità mondiale e il ruolo degli strumenti internazionali che proteggono le specie minacciate.
Convenzione CITES
L’affidamento della collezione si inserisce nella collaborazione tra il Museo e il Nucleo CITES, responsabile dell’applicazione della Convenzione di Washington del 1973, che regola il commercio di oltre 35.000 specie animali e vegetali a rischio. Grazie a questa sinergia istituzionale, gli esemplari sottratti all’illegalità possono essere conservati, studiati e valorizzati per finalità scientifiche, educative e divulgative, trasformandosi in strumenti di conoscenza a beneficio della collettività.
«Per il nostro Museo si tratta di un momento particolarmente significativo» spiega il direttore, professor Ruggero D’Anastasio. «Questi esemplari non rappresentano soltanto una raccolta di grande interesse naturalistico, ma costituiscono un potente strumento educativo. Attraverso la loro osservazione possiamo raccontare ai visitatori la biodiversità del pianeta, l’importanza della ricerca scientifica e il valore delle norme che tutelano le specie minacciate. È fondamentale che beni sottratti all’illegalità vengano restituiti alla comunità e trasformati in opportunità di conoscenza per migliaia di studenti e cittadini».
Il Museo Universitario svolge da anni un ruolo centrale nella conservazione e divulgazione del patrimonio scientifico e naturalistico, attraverso esposizioni permanenti, laboratori e percorsi educativi rivolti alle scuole. La nuova collezione sarà utilizzata soprattutto nelle attività didattiche, diventando un supporto prezioso per approfondire temi come biodiversità, adattamenti degli organismi, evoluzione, selezione naturale e conservazione delle specie a rischio.
biodiversità
L’osservazione diretta dei reperti permetterà di sviluppare laboratori scientifici, attività ludico-didattiche e percorsi innovativi di educazione ambientale. Particolarmente significativo è il valore simbolico degli esemplari sequestrati: il caratteristico cartellino verde applicato durante le operazioni di confisca suscita grande curiosità nei più giovani e diventa un punto di partenza per spiegare la storia degli animali, il funzionamento della Convenzione CITES e la necessità di contrastare il traffico illegale di specie selvatiche.
«L’affidamento definitivo dei 143 esemplari al Museo Universitario – conclude D’Anastasio – è un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni. Beni sottratti all’illegalità vengono restituiti alla collettività e trasformati in strumenti di conoscenza, ricerca e educazione ambientale, a beneficio delle generazioni presenti e future».