Chieti

A Chieti il primo summit italiano sulle terapie psichedeliche

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CHIETI – Si è concluso a Chieti il convegno “Psichedelici: ricerca scientifica, realtà clinica, impieghi terapeutici e implicazioni regolatorie nazionali e internazionali”, organizzato dall’Associazione Luca Coscioni presso l’Università “Gabriele D’Annunzio”, insieme al Dipartimento di Neuroscienze, Imaging e Scienze Cliniche, in collaborazione con ASL 2 Abruzzo, Sapienza Università di Roma e Università di Roma Tor Vergata.

Per la prima volta in Italia alcuni dei principali ricercatori e responsabili istituzionali impegnati nello studio delle terapie psichedeliche si sono confrontati pubblicamente sulle prospettive cliniche e regolatorie di questi trattamenti, già oggetto di sperimentazioni in diversi Paesi.

Il summit è parte della campagna dell’Associazione Luca Coscioni “L’Italia apra alle terapie psichedeliche”, che invita le istituzioni ad aprirsi alle esperienze già in corso in Paesi come Canada, Stati Uniti, Australia e Svizzera, nel pieno rispetto delle normative su cure palliative, terapie compassionevoli e trattamenti innovativi.

Nel corso della due giorni — i cui video saranno disponibili dalla prossima settimana sul canale YouTube dell’Associazione — sono stati condivisi dati e risultati delle più recenti esperienze nazionali e internazionali relative a studi clinici, sperimentazioni, pratiche psicoterapeutiche e modelli regolatori.

Gli interventi e il dibattito hanno confermato una realtà scientifica in rapido movimento verso il riconoscimento dell’efficacia delle terapie psichedeliche, già oggetto di ricerca in diversi Paesi.

Particolare interesse ha suscitato la prima sperimentazione italiana con psilocibina — il principio psichedelico dei cosiddetti “funghi magici” — diretta dal professor Giovanni Martinotti dell’ASL 2 Abruzzo, sotto la supervisione dell’Istituto Superiore di Sanità.“Non esiste una normativa che in Italia proibisca queste terapie innovative. Occorre quindi insistere con iniziative di formazione e informazione per creare le condizioni affinché si avviino sperimentazioni cliniche o si applichino percorsi psicoterapeutici psichedelici che hanno dimostrato la loro efficacia”, ha dichiarato l’avvocata Claudia Moretti, responsabile della campagna dell’Associazione Luca Coscioni.“I primi risultati del lavoro del team del professor Giovanni Martinotti devono trovare la massima diffusione scientifica”

Occorre continuare con incontri come quello di Chieti per approfondire quanto avviene fuori dall’Italia e per creare fiducia nella possibilità clinica e legale dell’immediata attuazione delle terapie psichedeliche anche da noi”,ha aggiunto Marco Perduca, che coordina le attività sulle sostanze psicoattive dell’Associazione Luca Coscioni.“La crescente letteratura scientifica presentata al convegno conferma che, se opportunamente integrate con la psicoterapia, le terapie psichedeliche possono essere efficaci nel curare condizioni difficili o complesse in cui la farmacologia esistente non funziona. È quindi fondamentale che la ricerca su nuovi impieghi continui, ma è altrettanto cruciale che anche in Italia si replichi quanto negli Stati Uniti, in Canada, in Svizzera e in Australia ha dimostrato di funzionare”.

Tra i partecipanti al convegno: Robert Giovanni Nisticò (Presidente AIFA), Alberto Siracusano (Presidente del Consiglio Superiore di Sanità), Giovanni Martinotti (responsabile della prima sperimentazione italiana con psilocibina), Stefano Sensi (Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Chieti), Rick Doblin (fondatore MAPS, USA), David Erritzoe (Imperial College London), Francisca Silva (Psychedelic Access and Research European Alliance) e rappresentanti di EMA e istituzioni sanitarie locali, nazionali ed europee.

Il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Alberto Siracusano ha ricordato il Piano nazionale per la salute mentale, definendolo un’importante opportunità per riportare il tema al centro del dibattito pubblico e auspicando che da incontri come quello di Chieti possano arrivare stimoli e proposte.“È importante raccogliere le sfide e le opportunità che queste terapie offrono, senza pregiudizi e in sicurezza secondo quanto emerge dai recenti studi scientifici. Occorre farlo con gli strumenti regolatori più innovativi. Guardiamo con attenzione anche alle sandbox dell’EMA, che possono aiutare gli Stati membri ad affrontare gli aspetti normativi” ha spiegato Robert Giovanni Nisticò, presidente AIFA.

Nel suo intervento Rick Doblin, fondatore e presidente di MAPS, ha ricordato come “Galileo sia stato processato per le sue scoperte, ma non per questo ha ritrattato e grazie a lui oggi il telescopio non è criminalizzato”.

Doblin ha ripercorso i quarant’anni di attività di advocacy dell’organizzazione — fondata nell’aprile 1986 — ricordando gli ostacoli incontrati nel riconoscimento dell’MDMA per la cura del disturbo post-traumatico da stress (PTSD). Secondo gli studi citati, circa il 67% delle persone trattate con MDMA non presenta più sintomi di PTSD, a condizione che la somministrazione sia accompagnata da sedute di psicoterapia.

Doblin ha inoltre annunciato programmi di formazione in Italia a partire da settembre, mentre negli Stati Uniti alcune città e lo Stato dell’Oregon consentono già l’accesso a percorsi di terapia psichedelica.

Infine Spencer Hawkswell, di Therapsil, ha annunciato che il Canada potrebbe presto votare una legge sulla prescrivibilità della psilocibina. Se approvata, sarebbe la prima normativa di questo tipo al mondo e potrebbe diventare un modello per altri Paesi con sistemi giuridici simili.

L’incontro di Chieti ha segnato così un primo momento di confronto tra ricerca scientifica, istituzioni e comunità internazionale su un tema destinato a crescere nei prossimi anni, mentre anche in Italia iniziano le prime sperimentazioni cliniche e il dibattito sulle possibili applicazioni terapeutiche delle sostanze psichedeliche.

Pubblicato da
Marina Denegri

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