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Chieti, 130 milioni per il rischio idrogeologico: presentato il Piano generale

Presentato a Chieti il Piano generale per la mitigazione del rischio idrogeologico e la ricostruzione: 73 interventi per 129 milioni di euro

da Marina Denegri

Riunione dissesto idrogeologico Chieti

CHIETI – Il Foyer del Teatro Marrucino di Chieti ha fatto da cornice alla presentazione ufficiale del Piano generale pluriennale degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico e il ripristino del patrimonio pubblico comunale. Il documento strategico, redatto in attuazione dell’ordinanza del Commissario Straordinario alla ricostruzione, è stato illustrato dal sindaco Giovanni Legnini insieme all’assessore ai Lavori pubblici Luigi Febo, al dirigente del Settore Carlo Di Gregorio, al funzionario Tommaso Colella e al professor Nicola Sciarra in rappresentanza dell’Università degli Studi “G. d’Annunzio”.

Il programma d’interventi si presenta particolarmente corposo e strutturato, comprendendo complessivamente settantatré opere per un valore economico di centoventinove milioni e mezzo di euro. Ventidue cantieri risultano già conclusi o in fase di esecuzione grazie a sette milioni e centomila euro di fondi già disponibili, mentre cinquantuno opere prioritarie e altamente qualificate – per un valore di centodiciotto milioni – attendono la fase di progettazione e realizzazione. La voce più consistente dell’investimento riguarda la mitigazione del rischio idrogeologico, con diciannovesimila interventi mirati stimati in oltre cinquantadue milioni di euro.

Il fulcro centrale della strategia di rigenerazione urbana e messa in sicurezza riguarda il quartiere di Santa Maria, per il quale sono stati stanziati oltre nove milioni destinati alle demolizioni, venti milioni e duecentomila euro per la delocalizzazione e la ricostruzione delle scuole Corradi, Della Porta e dell’infanzia di via Arenazze, sette milioni e seicentomila euro per l’urbanizzazione delle aree di atterraggio e quasi sei milioni per la rinaturalizzazione e il recupero collettivo delle zone liberate. Il piano comprende inoltre la realizzazione del nuovo serbatoio idrico di via Fontevecchia e il consolidamento statico del viadotto di viale Gran Sasso.

Ulteriori risorse cospicue sono state indirizzate verso il rifacimento delle reti di raccolta delle acque e la prevenzione strutturale nelle aree maggiormente esposte a criticità, dai fossi Sant’Anna, Santa Chiara e Pila fino al versante nord di Santa Maria, alla Strada della Pace e alla zona di Madonna del Freddo. Un’attenzione particolare è rivolta anche al monitoraggio scientifico permanente, con oltre quattro milioni destinati a studi geologici avanzati in collaborazione con l’ateneo teatino e cinque milioni riservati al rilievo e alla salvaguardia degli ipogei del centro storico.

“Il Piano che presentiamo oggi è un documento organico fondato su un’approfondita attività di analisi e conoscenza storica, geologica e geomorfologica“, ha dichiarato il sindaco Giovanni Legnini, evidenziando la volontà di superare la logica della sola gestione emergenziale per puntare con decisione sulla prevenzione strutturale. Il primo cittadino ha inoltre ribadito la necessità di sbloccare definitivamente il processo di ricostruzione e di superare le disparità di trattamento rispetto ad altri crateri, richiamando l’attenzione sul tema cruciale dell’innalzamento dei contributi per la delocalizzazione abitativa.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’assessore ai Lavori pubblici Luigi Febo, che ha posto l’accento sulla complessità del lavoro svolto dalla squadra tecnica: “Il piano non si limita alla mitigazione del rischio, ma prevede la delocalizzazione di tre scuole, la riorganizzazione delle reti idrauliche e la trasformazione delle aree liberate in spazi collettivi di aggregazione, sfruttando tecnologie avanzate per garantire la massima sicurezza ai cittadini”.