CHIETI – Comune di Chieti e Università lavorano insieme per definire il nuovo piano di interventi sul dissesto idrogeologico e il Documento di Indirizzo alla Progettazione (DIP). Questa mattina, all’Università d’Annunzio, si è riunito il tavolo operativo con il sindaco Giovanni Legnini, l’assessore ai Lavori Pubblici Luigi Febo, il professor Nicola Sciarra, i tecnici di ACA Spa e i tecnici comunali.
Il Piano conterrà un inquadramento organico delle aree interessate dal dissesto: zona rossa, zona gialla, aree contigue e la zona di via Fieramosca, prevedendo inoltre una fase successiva dedicata alla pianificazione dell’intero territorio comunale. La strategia prevede interventi immediati nelle aree già individuate e una seconda fase di estensione delle azioni laddove emergano ulteriori criticità.
Il nuovo documento includerà anche una ricognizione delle pianificazioni storiche: dal Piano Fugazza degli anni ’70 al Progetto Chieti degli anni ’90, fino agli interventi più recenti, per costruire una visione aggiornata e coerente delle necessità del territorio.
Durante il tavolo è stato approfondito l’articolo 9 dell’ultima Ordinanza Commissariale n. 3, introdotto su richiesta del Comune per regolare le modalità di completamento degli esiti di agibilità. L’obiettivo è integrare la pianificazione degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico con gli accertamenti di agibilità degli edifici coinvolti.
Sulla base di tale articolo, il sindaco ha istituito il Gruppo Tecnico di Valutazione, composto da: Ufficio per la ricostruzione post sisma della Regione Abruzzo, Genio Civile di Chieti, Dipartimento di Scienze dell’Università d’Annunzio, Comune di Chieti (coordinamento)
Il gruppo avrà il compito di completare, valutare e formalizzare gli esiti di agibilità degli edifici situati nelle aree colpite dal dissesto.
«Abbiamo avviato un lavoro molto impegnativo che si avvarrà dell’apporto scientifico dell’Università e del coinvolgimento delle istituzioni indicate dalla struttura commissariale – ha dichiarato Legnini (nella foto)–. Puntiamo a presentare entro fine settembre un documento completo con l’individuazione, la quantificazione e la stima dei costi degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, la ricostruzione degli edifici pubblici e privati, le delocalizzazioni e la rinaturalizzazione delle aree che entreranno nel patrimonio comunale».
Il sindaco ha inoltre evidenziato la necessità di prevedere opere di prevenzione dei rischi, comprese le azioni di risanamento e possibile delocalizzazione delle infrastrutture acquedottistiche. Ha infine richiamato il ritardo del Governo nel completamento dei provvedimenti per il passaggio dall’emergenza alla ricostruzione, auspicando una rapida soluzione dopo la nota inviata al ministro della Protezione civile Nello Musumeci il 30 luglio.
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