L’assessore alle Politiche sociali Cerolini del Comune di Pescara parla dell’uomo rimasto gravemente ustionato ieri nell’incendio della sua baracca
PESCARA – Gli ultimi della nostra società che non vogliamo vedere o che sfuggono volontariamente agli aiuti degli altri puntualmente , a causa dei rigori dell’inverno a cui sono esposti , tornano alla ribalta della cronaca e con essi diviene visibile la loro condizione di solitudine e miseria. Ieri mattina un senzatetto che abita in una baracca in via Pantini, nei pressi della Pineta Dannunziana, è rimasto gravemente ustionato nell’incendio scoppiato nel riparo. Del caso si sta occupando la Polizia di Pescara, intervenuta sul posto assieme ai soccorsi.
L’assessore alle Politiche sociali Guido Cerolini intervenendo sul ‘caso’ ha detto che l’amministrazione comunale di Pescara esprime il proprio dolore e la propria vicinanza al cittadino senza fissa dimora ,vittima dell’incidente verificatosi in via Pantini , ossia il presumibile incendio di una baracca in cui l’uomo sarebbe rimasto coinvolto in circostanze ancora tutte da chiarire. Una rapida indagine condotta negli uffici comunali ha già permesso di accertare che purtroppo l’utente non era censito dai Servizi sociali.Non ha mai chiesto un sussidio, un supporto, per usufruire del pagamento delle bollette o di qualunque altro servizio. Non era noto neanche alle due mense cittadine, quella di San Francesco o quella gestita dalla Caritas, in via Bardet. E sino a oggi si era rivolto solo alla parrocchia San Luigi per avere pacchi viveri e vestiti, ma nessuno ha mai immaginato che vivesse in una baracca sotto il cavalcavia della ferrovia, una casupola diroccata e non visibile dalla strada. Anni fa la parrocchia avrebbe tentato di inserirlo nel progetto di reinserimento sociale Domino, al quale non ha però mai preso parte.
Ha detto ancorta Cerolini:
nei prossimi giorni torneremo sul posto, con la Polizia municipale, per verificare se, in quell’area, ci sono altre simili situazioni di disagio, ossia utenti sconosciuti ai nostri Servizi, sui quali proporremo interventi tempestivi per impedire il ripetersi di simili drammatici episodi. La vicenda ha ovviamente scosso i nostri uffici e la nostra amministrazione che da un anno e mezzo ha intensificato l’impegno per la tutela dei senza fissa dimora, innanzitutto attraverso l’istituzione del Centro Operativo sociale, affidato all’Associazione Asso. Il Cos dall’inizio dell’inverno ha garantito ogni notte la perlustrazione del territorio per individuare situazioni di criticità, a partire dagli utenti privi di una casa, clochard o senzatetto che puntualmente sono stati assistiti con la distribuzione di latte caldo e coperte, ma soprattutto sono stati indirizzati verso i centri di accoglienza presenti sul territorio, come il dormitorio della Caritas con circa 25 posti letto, in via Gran Sasso, una struttura dotata anche del servizio docce, e poi presso i 5 alberghi convenzionati con l’amministrazione comunale che puntualmente ci hanno consentito di dare ospitalità a circa 60-65 clochard ogni notte per tutto l’inverno.
E proprio in occasione della nuova ondata di gelo, circa quarantotto ore fa, il Cos era tornato a intensificare i propri passaggi, sempre alla ricerca di nuovi rifugi o di utenti che magari cercavano riparo dentro casupole diroccate, prive di ogni genere di minima assistenza, dai servizi igienici al riscaldamento. Il nostro timore era proprio il gelo che avrebbe potuto spingere qualcuno ad accendersi un braciere cercando calore e scatenando invece un rogo. Via Pantini rientrava in quei passaggi quotidiani: fino a ieri sera le unità operative del Cos hanno perlustrato con le torce la zona, cercando di richiamare l’attenzione di eventuali utenti, penetrando sino all’interno della pineta, dove c’è un varco creato dalla demolizione di un pezzo di recinto del parco. Mai avremmo potuto immaginare la presenza di una baracca nell’area dove, secondo le indagini, viveva Mario D’Alessandro, ossia a ovest del cavalcavia della ferrovia, un punto raggiungibile solo a piedi, percorrendo un sentiero ricoperto di fango, che consente di accedere a un terreno di proprietà privata, una baracca evidentemente non visibile dalla strada e che non risulta essere mai stata segnalata prima al Comune dai residenti della zona. Tra l’altro, come ci ha ricordato oggi il Presidente della Commissione consiliare Sicurezza del Territorio Armando Foschi, in quella stessa area diversi anni fa venne scoperto un accampamento abusivo di Rom, ma per individuarlo furono addirittura necessari dei sopralluoghi delle Forze dell’Ordine via aerea.
Cerolini ha poi spiegato che i volontari della Parrocchia di San Luigi hanno raccontato del carattere molto schivo e riservato dell’uomo che, una volta ritirato il materiale, andava via senza consentire ad alcuno di approfondire la conoscenza per verificare il suo reale stato di bisogno. Se qualcuno ogni tanto tentava di andare oltre, di chiedergli notizie sulle sue condizioni di vita, rispondeva in malo modo e spariva per diverso tempo, per poi riapparire senza mai proferire una parola in più del dovuto. Solo una volta aveva raccontato di essere originario di Penne e di vivere a Pescara, con un fratello, in un’abitazione di sua proprietà situata a Villaggio Alcyone. Non aveva conoscenti, né amici, né rapporti con esterni.
Ha proseguito Cerolini:
E purtroppo a volte sono queste le situazioni che possono degenerare in ‘drammi della solitudine’: sono tanti i senza fissa dimora che rifiutano aiuti di qualsiasi genere, rendendo difficile alla stessa amministrazione comunale riuscire a sostenere tali soggetti che non possiamo costringere a ‘farsi aiutare’. Stamane, una volta appresa la notizia, i nostri uffici hanno subito effettuato un sopralluogo sul posto, hanno raggiunto l’area privata e verificata anche la presenza di una sorta di discarica abusiva, abbiamo già inviato nell’area la Attiva Spa per effettuare una bonifica complessiva. Nel frattempo nei prossimi giorni torneremo ancora nel sito per verificare l’eventuale presenza di altre situazioni simili ed evitare il ripetersi di tali drammi. Intanto attendiamo anche di conoscere lo stato di salute del signor D’Alessandro che cercheremo di aiutare in ogni modo.
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